12:34 21 Novembre 2019
Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri del governo Conte bis

Libia, Di Maio chiama la comunità internazionale a una forte coesione

© REUTERS / Ciro de Luca
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In vista della conferenza di Berlino, il prossimo ottobre, Luigi Di Maio ha nuovamente chiamato la comunità internazionale a intervenire in maniera coesa per garantire un processo di stabilizzazione e pace in Libia.

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha concluso ieri la sua missione all'Assemblea Generale dell'Onu, con un incontro a margine sulla Libia co-presieduto assieme all'omologo francese Jean-Yves Le Drian. Ai tavoli erano presenti anche il segretario generale Antonio Guterres, il Rappresentante Speciale per la Libia Ghassan Salamé e i rappresentanti dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, Ue, Germania, Egitto, Emirati, Turchia, Unione africana e Lega araba.

Un vertice preliminare per la conferenza di Berlino, che ratifica il ruolo chiave dell'Italia, in una rinnovata sintonia con la Francia, nel predisporre il percorso necessario alla risoluzione pacifica dell'intricata questione libica. "Per riportare la pace in Libia è necessaria una forte coesione della comunità internazionale", ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, ed è necessario che "Tutti i paesi coinvolti nel dossier libico devono parlare con una voce sola".

La soluzione che auspica Di Maio è un processo comune assieme a Germania, Francia, USA e a paesi come la Russia per aprire un "dialogo largo sulla Libia", che porti alla Conferenza di Berlino e permetta di costruire una road map per la pace e la stabilizzazione del Paese. La questione libica è di fondamentale importanza non solo per "fermare i flussi migratori", ma anche "per dare nuove opportunità commerciali, anche per il sud" e per i paesi del Mediterraneo allargato. 

La sintonia con la Francia

Dopo il ritrovato accordo sui migranti, l'Italia sembra essere giunta a un punto di incontro con Parigi anche sulla Libia.

"Siamo in totale sintonia con l'Italia. L'obiettivo è lanciare un processo politico. Non ci sarà una soluzione militare in Libia, quelli che lo pensano sbagliano e rischiano di portare il paese in una spirale terribile", ha dichiarato Le Drian, commentando l'incontro con la stampa. 

L'escalation in Libia

I colloqui sono avvenuti in un clima di forti tensioni e escalation all'interno della Libia. Nel suo intervento all'Assemblea Generale, il premier libico aveva esplicitamente denunciato le interferenze interne di Francia, Emirati Arabi Uniti e Egitto e aveva definito il Generale Haftar, che Parigi vorrebbe coinvolgere nei tavoli di pace, come un criminale assetato di sangue. 

“Ciò che ha incoraggiato questo criminale di guerra è il sostegno degli Stati stranieri. - aveva dichiarato Sarraj riferendosi ad Haftar- Lo sconfiggeremo a prescindere dal suo sostegno”.

In vista della conferenza di Berlino, gli scontri a fuoco si sono intensificati, le autorità libiche hanno denunciato la cooperazione tra le forze ribelli e i terroristi dell'Isis, che starebbe infiltrando cellule all'interno del territorio sotto il controllo di Tripoli, mentre Haftar ha lanciato una nuova offensiva sulla capitale. 

Secondo Sarraj, che all'Onu ha chiesto l'intervento della Corte Penale Internazionale per giudicare i crimini di guerra, “Haftar  sta provando a promuovere una guerra tra est e ovest della Libia” per instaurare un regime militare.

 

 

 

 

Tags:
Francia, Luigi Di Maio, Libia, ONU, Italia
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