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14:10 13 Novembre 2019
Sistema Patriot

Gli Usa inviano in Arabia missili Patriot, Radar sentinella e 200 uomini di supporto

© AP Photo / Michael Sohn
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Gli Stati Uniti stanno schierando, in Arabia Saudita, una batteria di missili Patriot, quattro sistemi di radar sentinella e 200 unità di personale di supporto, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Jonathan Hoffman in un comunicato stampa.

Gli Stati Uniti hanno accolto la richiesta formulata dall'Arabia Saudita dopo l'attacco portato da droni alle raffinerie di Abqaiq e Khurais della compagnia petrolifera nazionale saudita. 

"Alla luce dei recenti attacchi contro l'Arabia Saudita, e su richiesta dello stesso paese, il segretario della Difesa Mark T. Esper ha annunciato oggi che gli Stati Uniti metteranno a disposizione dell'Arabia Saudita una batteria Patriot, quattro Radar sentinella e circa 200 unità di personale di supporto", si legge nel comunicato stampa firmato da Hoffman.

Nelle prime ore del mattino del 14 settembre l'attacco da parte di due droni ha colpito le strutture per il trattamento del petrolio di Abqaiq Di Saudi Aramco e Khurais, costringendo la compagnia petrolifera a chiuderle. Ciò ha comportato una diminuzione di più del doppio della produzione netta di petrolio dell'Arabia Saudita. Anche se la responsabilità dell'attacco è stata rivendicata dall'ala militare del movimento Ansar Allah dello Yemen, noto anche come Houthi, gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita hanno incolpato L'Iran.

Il presidente statunitense Donald Trump in precedenza aveva dato il via libera ad un "moderato" dispiegamento militare americano in Arabia Saudita per proteggere l'alleato da possibili attacchi futuri provenienti dall'Iran

Gli Stati Uniti hanno precedentemente inviato il cacciatorpediniere USS Nitze sulla costa nord-orientale dell'Arabia Saudita nel tentativo di "colmare il buco" della difesa aerea di Riyad dopo il raid del 14 settembre avvenuto contro le sue strutture petrolifere, ha riferito la CBS.

La ridistribuzione è in linea con le precedenti accuse di Washington e Riyad, secondo cui l'attacco è partito dall'Iran dalla direzione settentrionale, piuttosto che dallo Yemen che si trova a sud-ovest.

Il 18 settembre, il Ministero della Difesa Saudita ha tenuto una conferenza stampa per presentare quelle che ha descritto come prove inconfutabili del coinvolgimento dell'Iran negli attacchi. Teheran tuttavia ha smentito le accuse. Il ministro degli Esteri Javad Zarif ha accusato gli Stati Uniti di aver cercato di distogliere l'attenzione dai reali problemi nella regione ed ha avvertito che qualsiasi attacco militare contro Teheran avrebbe scatenato una "guerra totale" contro l'aggressore.

Secondo i più recenti rapporti, il ripristino completo delle operazioni dell'Aramco dopo gli attacchi petroliferi potrebbe richiedere mesi.

 

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