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12:51 13 Novembre 2019
Consiglio di sicurezza dell'ONU

Un seggio al Consiglio di Sicurezza ONU? “Sarebbe come chiedere un pestaggio” – esperto norvegese

© AP Photo / Seth Wenig
Mondo
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La Norvegia sta da tempo conducendo una politica tesa ad accattivarsi le simpatie dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che il prossimo anno dovrà scegliere 5 nuovi membri non permanenti al Consiglio di Sicurezza. Ruolo di grande prestigio in apparenza, ma tra gli stessi norvegesi c’è chi afferma a sorpresa che sarebbe una sorta di trappola.

Avrebbe già speso quasi due milioni e mezzo di euro la Norvegia per la sua ‘offensiva simpatia’ per riuscire ad ottenere uno dei seggi non permanenti al Consiglio di Sicurezza per il biennio 2020-2021. Ma c’è chi sostiene che l’ambizione del Governo norvegese ad ottenere quel seggio non sarebbe affatto negli interessi della Norvegia, né ne varrebbe la pena. E non si tratta di opinioni qualsiasi. Ad esprimere, per altro in modo estremamente perentorio e inequivocabile, la propria opinione tutt’altro che lusinghiera nei confronti dell’utilità dell’isitituzione suprema planetaria, è Asle Toje del Comitato Nobel norvegese.

"La Norvegia potrebbe finire in disaccordo con gli Stati Uniti, ma non possiamo essere ribelli su questioni importanti. Sedersi al Consiglio di Sicurezza sarebbe come chiedere un pestaggio se UE, Cina o Stati Uniti si trovassero ai loro angoli del ring di pugilato” ha detto Toje al quotidiano Dagens Næringliv.

Secondo Toje quindi la partecipazione della Norvegia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe tutt'altro che fruttuosa e le Nazioni Unite avrebbero superato il loro apice come organizzazione.

"Non riesco a capire come il nostro Ministero degli Esteri possa ritenere una buona idea investire così tanto denaro e risorse umane in un'organizzazione che ha visto giorni migliori. E non credo che la leadership politica norvegese si renda conto dei pericoli insiti nel cercare un profilo così assertivo", ha sostenuto Toje che per finire ha voluto aggiungere che “il ritorno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per la prima volta dopo il mandato del biennio 2001-2002 potrebbe suscitare la sensazione che la Norvegia possa essere più importante di quanto non sia in realtà”.

Il Primo ministro conservatore norvegese Erna Solberg, la sua compagna di partito Ine Eriksen Søreide e la diplomatica veterana Mona Juul, che ora è ambasciatrice norvegese presso le Nazioni Unite, avevano messo in atto una campagna per un seggio del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lanciando quella che era stata descritta dai media norvegesi come una sorta di ‘operazione simpatia’ nei confronti dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Per inciso, il marito della Juul, anch’egli diplomatico in carriera e presidente dell'International Peace Institute Terje Rød-Larsen, nel 2012 aveva scritto che i Paesi nordici avrebbero avuto molto da perdere dall'appartenenza al Consiglio a causa del loro rinomato moralismo. La stessa Juul all'inizio di questa settimana aveva ammesso che la Norvegia, similmente agli altri Paesi scandinavi, è spesso vista come ‘Paese moralista’ ma ha anche suggerito che ultimamente le cose sarebbero un po’ cambiate.

E’ lo stesso Ministero degli Esteri norvegese ad aver ammesso che il Paese finora ha speso 23 milioni di Corone norvegesi (circa 2,32 milioni di Euro) direttamente per la campagna elettorale. Il Ministro degli Esteri Søreide da parte sua ha fortemente sostenuto che le Nazioni Unite sono "tutt'altro che irrilevanti" e che sarebbe assolutamente nell'interesse della Norvegia ottenere quel seggio. Secondo lei, la Norvegia vorrebbe "rafforzare il diritto internazionale, rivolgere l'attenzione ai legami tra cambiamenti climatici e conflitti ed essere chiari sui diritti delle donne, la pace e la sicurezza", nonché contribuire a "un Consiglio di sicurezza più aperto e alla riforma del ONU” pur tuttavia mantenendo un orientamento alle soluzioni pragmatiche.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha cinque membri permanenti, Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia. Gli altri 10 membri vengono selezionati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per un periodo di due anni. I 5 membri selezionati per il biennio 2019-2020 sono Belgio, Germania Indonesia, Rep. Dominicana, Sudafrica, i membri uscenti del biennio in scadenza 2018-2019 sono Costa d'Avorio, Guinea Equatoriale, Perù, Kuwait e Polonia. La Norvegia ha bisogno del sostegno di due terzi dell'Assemblea generale alle elezioni che si terranno a giugno.

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