11:48 21 Novembre 2019
Sigaretta elettronica

Accuse e polemiche – si dimette capo della Juul, la "e-cig" in voga tra i giovanissimi

© AP Photo/ Nam Y. Huh
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Si è dimesso Kevin Burns, amministratore delegato della Juul, la sigaretta elettronica diffusa tra gli adolescenti statunitensi che tanto al centro di polemiche si era trovata negli ultimi mesi.

Il comunicato ufficiale dell’azienda parla di dimissioni volontarie ed argomentate dalle parole dello stesso Kevin Burns nel seguente modo:

“Lavorare presso JUUL Labs è stato un onore e credo ancora che la missione dell'azienda di eliminare le sigarette combustibili sia di vitale importanza. Sono molto orgoglioso degli sforzi del mio team per guidare il settore verso azioni tanto necessarie a livello di categoria per affrontare l'uso minorile di questi prodotti, destinati esclusivamente ai fumatori adulti. Da quando sono entrato a far parte di JUUL Labs, ho lavorato senza sosta, contribuendo a trasformare una piccola azienda in un'azienda mondiale, quindi poche settimane fa ho deciso che era il momento giusto per dimettermi”.

Gli fa eco il nuovo amministratore, K.C. Crosthwaite, che introducendosi, lascia intendere che tipo di problemi e sfide si trovi ad affrontare l’azienda:

“Ho creduto a lungo in un futuro in cui i fumatori adulti scegliessero in modo schiacciante prodotti alternativi come JUUL. Questa è stata la missione di questa azienda da quando è stata fondata, e ha fatto passi da gigante in quella direzione. Sfortunatamente, oggi quel futuro è a rischio a causa dei livelli inaccettabili di utilizzo dei giovani e di erosione della fiducia del pubblico nel nostro settore. In tale contesto, dobbiamo impegnarci a lavorare con i regolatori, i responsabili della politica e le altre parti interessate e guadagnare la fiducia delle società in cui operiamo. Ciò include l'invito a un dialogo aperto, l'ascolto degli altri e la risposta alle loro preoccupazioni. "

Le accuse nei confronti della Juul, "cavallo di troia" per i giovanissimi verso la dipendenza da nicotina

Cos’era successo e di che preoccupazioni parlano sia il dimissionario Burns che il subentrante Crosthwaite?

Semplice, la Juul, nata, almeno secondo le dichiarazioni, come sigaretta elettronica capace di sostituirsi alle sigarette tradizionali tra il pubblico adulto, è diventata in realtà incredibilmente popolare piuttosto tra il pubblico giovanile ed è stata accusata di non essere altro che un cavallo di troia che condurrebbe gli adolescenti alla vera e propria dipendenza da nicotina.

Le ridotte dimensioni, l’aspetto simile ad una chiavetta USB e l’emissione di una nuvoletta di vapore talmente piccola da dissolversi subito quando la si fuma, hanno reso questa ‘e-cig’ incredibilmente popolare tra i ragazzi americani che spesso la usano in classe ed insaputa persino dei professori.

Le ricariche da 0,7 ml contenute nel kit, che costa sui 50 dollari,  prevedono 4 gusti diversi che possono essere facilmente inseriti nel dispositivo: menta glaciale, mix frutta, creme brulee​, tabacco. Il problema è che, a differenza di altre case, queste ricariche contengono sali di nicotina e, sopratutto, acido benzoico che rende la soluzione più morbida da inalare e facilita l’assunzione in circolo della nicotina. Sappiamo benissimo come la nicotina sia una sostanza molto forte con poteri sia calmanti che eccitanti e capace di incidere sui livelli di dopamina. Più giovane è il cervello, maggiore il grado di manipolazione e capacità di provocare dipendenza. Per questi motivi le Juul erano entrate nell’occhio del ciclone negli ultimi tempi negli Stati Uniti con cause e accuse che non potevano che comportare provvedimenti da parte dell’azienda.

Ora sulla stessa testata del sito ufficiale della Juul appare il seguente banner:

“ATTENZIONE: Questo prodotto contiene nicotina. La nicotina è un additivo chimico”.  

L’azienda promette altresì di sospendere tutte le trasmissioni, stampa e pubblicità digitale sui suoi prodotti negli Stati Uniti. Burns in un'intervista alla CBS in agosto aveva messo in guardia dall'uso dei prodotti Juul spiegando che chiunque non stesse facendo già uso di nicotina non avrebbe dovuto far uso di questo tipo di e-cig dal momento che avrebbe rischiato di essere introdotto al mondo della nicotina.

"Non svapare. Non usare Juul", aveva detto Burns in quella occasione aggiungendo "Non iniziare ad usare la nicotina se non hai già una relazione con la nicotina".

Confronto con le sigarette tradizionali

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicati in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, nel mondo ogni anno morirebbero circa 7 milioni di persone per colpa delle sigarette tradizionali e, secondo i dati del nostro Ministero della Salute, tra le 70 e 83 mila solo in Italia.

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