20:27 10 Dicembre 2019
Isis in Siria

Tribunale polacco per la prima volta condanna un foreign fighter

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In Polonia per la prima volta è stato condannato un jihadista che combatteva in Siria. Lo riporta oggi il canale televisivo TVN24.

“Un oroginario di Radom, ventisettenne David U. è stato condannato a quattro anni di reclusione per esser associato ad un’organizzazione terroristica che opera in Siria”, riferisce il canale televisivo polacco TVN24.

Viene sottolineato che il tribunale polacco per la prima volta ha avviato un procedimento penale contro un foreign fighter. Il verdetto del tribunale non è ancora entrato in vigore e può essere impugnato.

L’uomo rischiava otto anni di reclusione. Il tribunale distrettuale di Lodz lo ha dichiarato colpevole e condannato a quattro anni di prigione ed al pagamento di 10mila zloty (circa 2,3mila dollari) di spese legali.

Nello stesso processo è stato condannato ad un anno di reclusione, con una condanna differita di tre anni, Sopot Marcin S., il quale, come stabilito dalla corte, sapeva che David U. si era unito ai jihadisti, ma non lo aveva comunicato alle forze dell'ordine.

Il tribunale ha stabilito che il gruppo armato a cui si era unito David U. opera dal 2012 e combatte contro le forze governative di Bashar Assad.

Secondo le autorità inquirenti, David U. è arrivato in Turchia nel 2014, dopodiché ha raggiunto la Siria dove è diventato un combattente di un gruppo jihadista.

È stato arrestato il 17 aprile 2015 all'aeroporto di Oslo. Nel suo cellulare sono state trovate alcune fotografie, alcune delle quali sono state scattate ad Aleppo. Su alcuni delle foto il foreign fighter polacco è presente con le armi in mano e sullo sfondo è visibile la bandiera dei jihadisti. Le forze dell’ordine hanno trovato anche un video sull'esecuzione di soldati siriani, nonché dei discorsi di propaganda di leader jihadisti sul computer di David U.

Il padre del condannato ha spiegato che suo figlio si è convertito all'Islam, perché si era innamorato di una ragazza musulmana, e la sua famiglia era contraria alla loro unione. A quel punto il cittadino polacco ha iniziato a studiare il Corano, la lingua araba e alla fine si è convertito all'Islam.

Domenica scorsa il Resto del Carlino ha riportato che il fratello di un foreigh fighter era stato espulso con decreto del prefetto di Ravenna. I poliziotti della Digos hanno tenuto di conto il fatto che il giovane tunisino era stato definito ‘soggetto pericoloso’ dalle autorità tunisine alla luce di un suo viaggio in Siria attraverso la Turchia. Nel 2017 l’uomo era entrato in Italia clandestinamente attraverso la frontiera di Lampedusa.

Primo foreign fighter di ritorno catturato in Italia

Il primo marzo 2019 in Italia è stato arrestato il primo foreign fighter, Mourad Sadaoui, algerino di 45 anni. Poco prima dell'arresto era rientrato in Italia in vista della sconfitta dello Stato Islamico.

Per la prima volta il magrebino è entrato in Italia nel 2003. Sadaoui ha ottenuto il permesso di soggiorno e abitava nel comune campano di San Marcellino, dove lavorava come operaio. Dieci anni dopo gli è stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno e l'algerino è stato costretto a lasciare l'Italia. Dopo il ritorno in madrepatria sarebbe partito verso la Siria per combattere con lo Stato Islamico.

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jihadista, Polonia, Siria
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