11:40 21 Novembre 2019
I partecipanti alla marcia dei nazionalisti per il 76-o anniversario della creazione dell'Esercito insurrezionale ucraino a Kiev.

Kiev "gioca sporco" nel caso CEDU in Crimea. Delegato russo nella lista "nemici dell'Ucraina"

© Sputnik . Stringer
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Uno dei delegati russi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo è stato inserito nella lista dei "nemici dell'Ucraina" su una controversa piattaforma sostenuta dal governo ucraino.

Nelle scorse settimane, alla Corte Europea dei diritti dell'uomo (CEDU), l'Ucraina ha accusato pubblicamente la Russia di "violazione dei diritti umani" in Crimea, trovando la secca risposta dei delegati di Mosca, che hanno definito la questione "una perdita di tempo per la Corte".

In seguito a tali dichiarazioni il nome del rappresentante del ministero della Giustizia russo alla CEDU, Mikhail Galperin, insieme anche al consigliere reale e legale presso Brick Court Chambers Michael Swainston, è stato aggiunto al sito 'Myrotvorets"' ('Pacificatore), un noto database lanciato nel 2014 da alcuni attivisti ucraini col supporto del governo, nel quale viene periodicamente aggiornata una lista dei "nemici dell'Ucraina", dei quali sono anche rese pubbliche diverse informazioni strettamente personali.

Galperin è stato aggiunto al database dopo aver rispedito al mittente le accuse avanzate dall'Ucraina alla CEDU su delle presunte violazioni dei diritti dell'uomo da parte della Russia.

La mozione, sottoposta alla corte nel 2014 da parte di Kiev, richiedeva alla CEDU di pronunciarsi sul 'controllo' effettivo della Crimea da parte della Russia già nel tardo febbraio 2014, prima del referendum del 16 marzo 2014, che sancì il ritorno della Crimea alla Federazione Russa.

Il voto popolare tenutosi nei mesi successivi al colpo di stato del Maidan, che nel febbraio 2014 aveva rovesciato il governo legittimamente eletto con la partecipazione di elementi ultranazionalisti, vide la popolazione russa della Crimea votare in modo preponderante a favore del ricongiungimento con la Russia.

Myrotvorets

La piattaforma Myrotvorets è salita all'onore delle cronache per aver illegittimamente pubblicato informazioni personali sui cosiddetti "nemici dell'Ucraina", compresi indirizzi e numeri di telefono.

Nel 2015 l'ex avvocato Oleg Kalashnikov e il giornalsita Oleg Buzina sono stati uccisi a Kiev dopo che i loro dati erano apparsi su Myrotvorets, mentre molte altre persone inserite nel database hanno ricevuto minacce ed altri tentativi di intimidazione.

Reporter Senza Frontiere e il Comitato di Protezione dei giornalisti avevano allora richiamato l'ex presidente ucraino Petro Poroshenko a condannare pubblicamente la campagna intimidatoria o comunque a non avallarla.

Da parte sua, Myrotvorets ha già richiesto alle autorità ucraine di considerare le affermazioni di Galperin durante la conferenza della CEDU come "un atto esplicito contro la sicurezza nazionale e la pace dell'Ucraina, e anche contro l'ordine giuridico internazionale".

'La politica del terrore'

"Tristemente, questo è solo l'ultimo esempio di politica di stampo fascista messa in atto da certe parti dell'attuale governo ucraino", ha commentato Alan Bailey, un commentatore politico e attivista britannico.

"Chiunque osi parlare pubblicamente in tono critico [verso le autorità ucraine] può essere aggiunto in qualunque momento al database Myrotvorets e vedere pubblicate le sue informazioni sensibili per un pubblico capace di arrecargli in qualche modo dei danni. Figure pubbliche come Roger Waters sono state inserite nel database, perciò chiunque parli contro le politiche intraprese dall'Ucraina può finirci", ha dichiarato Bailey.

Riferendosi al fatto che "molti paesi europei ed enti internazionali hanno invitato all'Ucraina di eliminare questa piattaforma", con il governo ucraino che si è però sempre rifiutato, Bailey ha suggerito che la mancata ottemperanza del Paese a queste richieste può essere letta come un preciso indirizzo politico dell'Ucraina.

"Tutto quello che devi fare è dire qualcosa di positivo sul fatto che la popolazione della Crimea sia più felice ora, essendo parte della Federazione Russa, fatto questo innegabile, e puoi immediatamente essere bersagliato dalla piattaforma Myrotvorets", ha concluso Bailey.

Secondo l'analista geopolitico Ollie Richardson, Myrotvorets deve in larga parte la sua esistenza al supporto proveniente dal Ministero degli Interni ucraino.

"Il ministro degli interni Arsen Avakov, che si è guadagnato il posto grazie al colpo di stato del 2014, tenendoselo stretto fino ad ora", spiega Richardson, "ha bisogno che sia Myrotvorets sia i gruppi radicali del 'Corpo Nazionale' [un partito ultranazionalista ucraino ndr] rimangano a sua disposizione, pronti ad essere sguinzagliati non solo contro quelle forze politiche interne che esprimano delle simpatie verso la Russia, ma anche contro i cosiddetti 'nemici del Paese' che ricordano, ad esempio, che l'Ucraina continua a comprare gas russo, ma ad un prezzo due volte superiore".

In altre parole, "l'aggiunta di questo o quel deputato russo al database di Myrotvorets ha poco a che fare con la difesa dell'Ucraina da presunti 'aggressori', ma riguarda piuttosto il tentativo di un sistema oligarchico che cerca di far di tutto per rimanere a galla", ha sottolineato Richardson.

Un tentativo di intimidazione

La 'Lista Myrotvorets' è "chiaramente un tentativo di ridurre la gente al silenzio e l'inclusione di un altro profilo russo di livello relativamente alto in seguito alle sue parole a Strasburgo farà da monito sulle possibili conseguenze di fare delle dichiarazioni pubbliche di un certo tipo a tutti coloro che non godono della protezione di stato", ha dichiarato Marcus Godwin, un analista politico britannico.

"Sia questo che il caso aperto alla CEDU sono degli esercizi di propaganda. Perché, per avere un qualsivoglia effetto, la propaganda deve essere ripetuta costantemente. Il silenzio è il suo peggior nemico. Questi casi permettono di continuare a mentire, affermando che la Crimea si trovi a vivere un presunto stato di occupazione da parte della Russia, facendo ingurgitare queste 'notizie' a tutto il mondo occidentale. La stessa tattica viene utilizzata con il caso dell'MH17 e con l'affare Skripal", ha spiegato Godwin.

Un bastone tra le ruote ai dialoghi per la pace?

Qualcuno vede poi l'aggiunta di Galperin alla lista Myrotvorets come una minaccia diretta, forse deliberata, ai tentativi di disgelo nelle relazioni russo-ucraine.

"Sembra che l'Ucraina stia in qualche modo cercando di mantenere, rafforzare e sfruttare a proprio vantaggio la sua immagine di aperta ostilità nei confronti della Russia. Includere delle autorità russe in questa lista non è soltanto controverso ma è un aperta provocazione fatta dai servizi di sicurezza  e dai politici ucraini", ha fatto sapere Andy Vermaut, un attivista belga, impegnato nella difesa dei diritti umani.

"Addirittura l'ONU ha già richiesto di fare luce su questa pubblica gogna e di eliminarla. Molti attivisti provenienti da tutto il mondo si stanno facendo delle domande. Sembra chiaro che qualcuno nei servizi di sicurezza ucraini stia agendo per proprio conto al fine di distruggere il fragile processo di pacificazione tra Russia e Ucraina. Speriamo che la Russia chiuda un occhio e non si faccia immischiare in tutto ciò", ha spiegato l'attivista. 

"Mi vergogno del fatto che l'Europa continui a supportare il regime ucraino. Vorrei chiedere scusa alle autorità russe e al popolo russo per tutto questo. Non tutti in Europa la pensano così", ha concluso Vermaut. 

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