02:23 20 Novembre 2019

Pressioni negli USA per riportare la Turchia nel programma F-35 nonostante gli S-400

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Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha affermato che sosterrà uno sforzo per cercare di riportare la Turchia nel programma F-35, dicendo ai media turchi che vorrebbe vedere l'alleato NATO riguadagnare la fiducia e l’accesso al caccia americano di ultima generazione nonostante la scelta di Ankara in favore dei sistemi di difesa russi S-400.

Lindsey Olin Graham (Central, 9 luglio 1955) ex militare e avvocato statunitense, attuale senatore repubblicano per lo Stato della Carolina del Sud, si è espresso nei seguenti termini ai microfoni dei giornalisti turchi dopo il recente incontro con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan:

"Spero che si possa avere un rapporto più strategico con la Turchia, supportarla, provare a riportarla nel programma F-35, forse parlare di un accordo di libero scambio, perché la Turchia è un alleato molto importante, non solo per quanto riguarda la Siria, ma in realtà per l'intera regione Medio Orientale”.

Graham in precedenza si era opposto alle possibili sanzioni statunitensi contro la Turchia per l'acquisto dei sistemi missilistici russi S-400 ai sensi della Countering America's Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), una legge del 2017 atta a limitare le esportazioni militari russe.

Gli Stati Uniti avevano bloccato formalmente la consegna dei caccia F-35 in Turchia a luglio, dopo che il Paese aveva iniziato a ricevere il suo primo lotto di S-400 con un accordo da due miliardi e mezzo di dollari firmato con Mosca alla fine del 2017.

Funzionari statunitensi e della NATO avevano ripetutamente avvertito Ankara del fatto che la presenza degli S-400 in Turchia fosse incompatibile con la presenza degli F-35 dato che gli uni potrebbero in teoria servire proprio per intercettare i secondi e che sarebbero stati potenzialmente in grado di raccoglierne informazioni sensibili sulle capacità di invisibilità. A maggio, un alto funzionario del Pentagono aveva affermato esplicitamente che lo spiegamento degli S-400 in Turchia sarebbe potuto risultare "devastante", sia per il programma F-35 che per la coerenza e compatibilità turca con l’intera struttura NATO. Era stato anche ipotizzato che la presenza di entrambi i sistemi avrebbe permesso alla Turchia di testare quanto fossero incredibilmente costosi i sistemi stealth dell'F-35 quando messi a confronto con le ben più economiche ma funzionali difese russe.

Alla fine della scorsa settimana, il ministero della difesa russo aveva affermato che le preoccupazioni del Pentagono riguardo i sistemi di difesa aerea S-400 consegnati alla Turchia e le loro capacità potenziali di poter "sollevare il velo di segretezza" sulle capacità dell'F-35 non fossero del tutto infondate. Secondo una battuta che era circolata per l’occasione tra le fila della difesa russa, gli F-35 sarebbero stati "invisibili" solo per i loro acquirenti stranieri e per i contribuenti statunitensi.

La Turchia era stata un partner chiave nel programma F-35, servendo da fornitore di circa 900 componenti e spendendo oltre un miliardo di dollari nello sviluppo del caccia di quinta generazione. La Turchia aveva pianificato di acquistare oltre 100-120 di questi aerei avanzati, il cui costo di produzione varia dai 90 ai 115 milioni di dollari ciascuno. Si calcola che la decisione dell'amministrazione Trump di far uscire la Turchia dal programma F-35 possa essere costata agli Stati Uniti dai 500 ai 600 milioni di dollari in soli costi di ingegneria per poter costruire in proprio le parti gestite tradizionalmente dai fornitori turchi.

Il presidente Erdogan ha ripetutamente criticato la mossa degli Stati Uniti di espellere il suo paese dal programma F-35. Alla fine del mese scorso, Erdogan ha dichiarato che Ankara era ora in trattative con la Russia sulla possibilità di acquistare piuttosto il caccia multiuso russo Su-57 anch'esso di quinta generazione. Erdogan si era espresso in questa direzione dopo aver visitato l’airshow MAKS-2019 a Mosca con il Presidente Putin. In quell’occasione il Presidente turco aveva espresso interesse anche per i caccia MiG-35 e Su-35.

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