12:39 10 Dicembre 2019
Nave Ong nel Mediterraneo (foto d'archivio)

"Ong attirano gli scafisti": lo dice la Guardia Costiera della Libia

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Sullo sfondo dell'aumento dei flussi migratori dal Mediterraneo, lasciano poco spazio alle interpretazioni le parole del colonnello Abdelsamad, comandante del centro di coordinamento della Guardia Costiera libica.

Il colonnello Masoud Ibrahim Abdelsamad, capo del centro di coordinamento della Guardia Costiera libica, ha dichiarato testualmente che "la maggior parte dei barconi carichi di migranti parte solo perché a largo ci sono le navi delle Ong", sposando così la tesi dei sostenitori della linea dura sul problema migratorio, come il sovranista Salvini e il leader del Partito Popolare austriaco ed ex premier Sebastian Kurz.

L'alto ufficiale libico ha poi integrato l'attacco contro le Organizzazioni Non Governative che soccorrono e raccolgono i migranti in mare, aggiungendo che da molto tempo "l'aumento delle partenze dalla Libia è correlato alla presenza delle navi delle Ong".

Il colonnello ha poi interpretato i dati degli analisti, secondo cui a settembre, sarebbero stare 44 le partenze giornaliere con navi Ong al largo, mentre 75 senza, evidenziando il ruolo della Guardia Costiera nel fermare le partenze dei barconi degli scafisti.

"Il dato va integrato con la nostra attività. Quando ci sono navi Ong a largo, che sono un chiaro target dei barconi dei migranti, noi ne blocchiamo moltissimi", ha sostenuto Abdelsamad.

Inoltre per il colonnello libico l'aumento dei viaggi di migranti sarebbe dovuto anche alla missione navale europea Sophia, che nonostante la proroga della scorsa primavera, risulta poco efficace nel contrastare il fenomeno migratorio in quanto non usufruisce di mezzi navali.

"C'è, ma senza più navi. E i trafficanti vedono così un ostacolo in meno", ha rilevato Abdelsamad.

Infine il colonnello rileva l'aumento dell'attività degli scafisti in Tunisia: a seguito dell'intercettamento di molti barconi in partenza dalla Libia, le organizzazioni che gestiscono la tratta avrebbero spostato le loro attività in Tunisia come alternativa.

Tags:
ONG, Mediterraneo, Migranti, Immigrazione, Libia
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