02:10 16 Novembre 2019

Attacchi a Aramco, Arabia Saudita costretta a importare petrolio

© AFP 2019 / Marwan Naamani
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In seguito agli attacchi degli impianti Aramco, per mantenere la propria reputazione di fornitore affidabile l'Arabia Saudita deve importare petrolio per poterlo raffinare e rispettare le consegne.

L'Arabia Saudita continuerà ad esportare petrolio, onorando gli impegni commerciali già assunti. Per questa ragione acquisterà il greggio dagli altri paesi dell'area, principalmente dall'Iraq, per raffinarlo e venderlo.

Gli attacchi agli impianti Aramco dello scorso fine settimana, hanno distrutto le capacità produttive del paese, che ogni giorno perde 5,7 milioni di barili di petrolio greggio, circa il 6% delle forniture globali. L'interruzione delle forniture saudite sta avendo reazioni a catena su tutto l'approvvigionamento mondiale di petrolio. 

In seguito agli attacchi, il prezzo del greggio e schizzato oltre i 60 US$ al barile. La notizia dell'acquisto di 2 milioni di barili dall'Iraq, da parte di Ryad, ha rassicurato i mercati. Dopo i bombardamenti delle raffinerie di Abqaib, l'Arabia Saudita aveva rassicurato che avrebbe adempiuto agli obblighi di fornitura ai clienti, durante la riparazione dei danni.  

Gli attacchi agli impianti

Il 14 settembre le raffinerie Aramco di Abkaib e Khurais erano state attaccate con droni e missili cruise. Ryad aveva immediatamente puntato il dito contro Tehran, accusando la Repubblica Islamica di essere coinvolta nell'azione. 

Azione che era in seguito stata rivendicata dai ribelli Houti, come rappresaglia ai bombardamenti sauditi in Yemen. Turki Maliki, il portavoce del ministero della Difesa saudita, mostrando i presunti resti di droni utilizzati durante l'attacco, aveva dichiarato che le armi utilizzate non potevano essere in dotazione di gruppi yemeniti, ma potrebbero appartenere all'Iran. 

Tehran ha smentito categoricamente il proprio coinvolgimento nell'attacco, ritenendo Ryad incapace di spiegare il fallimento dei suoi sistemi di sicurezza.

 

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Iraq, Iran, Arabia Saudita
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