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18:34 16 Ottobre 2019

Vuoi un passaggio in Colombia? Guaidó e quel giretto in macchina con i narcotrafficanti

© REUTERS / Ivan Alvarado
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L'autoproclamato presidente ad interim del Venezuela Juan Guaidó è stato pizzicato in compagnia di due membri di uno dei cartelli del narcotraffico colombiano, che lo avrebbero aiutato a nascondersi in Colombia.

Nello scorso gennaio, il politico venezuelano Juan Guaidó si era autoproclamato presidente ad interim del Paese, appoggiato anche dagli Stati Uniti e aveva tentato più volte di prendere il potere, entrando ed uscendo dal Venezuela.

A febbraio, per uno dei suoi trasbordi nella vicina Colombia, da dove Guaidó portava 'aiuti umanitari' americani nel suo Paese, l'autoproclamato presidente si sarebbe però avvalso della compagnia di un paio di compagni di viaggio d'eccezione: due narcotrafficanti, appartenenti ad uno dei maggiori cartelli colombiani.

I Los Rastrojos, questo il nome dell'organizzazione, sono un gruppo paramilitare operante proprio al confine tra Venezuela e Colombia. 

Le fotografie incriminate, pubblicate inizialmente solo su Twitter, sono state poi mostrate da molti media venezuelani, ed in particolare dal popolare programma televisivo 'Con el Mazo Dando'. 

In una di esse si vede un sorridente Guaidó intento ad abbracciare un uomo piuttosto corpulento, identificato come Jonathan Orlando Zambrano Garcia, meglio noto come 'Patron Pobre', un membro abbastanza influente del clan dei Los Rastrojos.

A tradire Guaidó sono stati i vestiti, molto simili a quelli da lui indossati nel periodo incriminato, ovvero nel febbraio di quest'anno.

Il presidente ad interim, appresa la notizia, però, non ci è stato e in questi giorni ha negato di aver avuto a che fare con i cartelli del narcotraffico colombiano, ammettendo sì di aver posato in quelle fotografie, ma sottolineando che si trattava di una delle tante scattate in quei giorni.

Anche il governo colombiano, che in questi mesi si è sempre schierato dalla parte di Guaidó, sostenendolo nei suoi tentativi di presa del potere, ha confermato l'identità dei due criminali, pur negando che loro abbiano accompagnato il politico venezuelano durante il suo periodo di permanenza in Colombia. 

Il Venezuela, per voce del procuratore generale Tarek William Saab, ha condannato fermamente la presunta relazione tra Guaidó e i narcotrafficanti colombiani dei Los Rastrojos, macchiatisi di numerosissimi omicidi al confine tra i due Paesi.

 

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