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15:21 23 Ottobre 2019

“Se siete cretini non è colpa mia!”, deepfake Putin spiega cos’è un deepfake - Video

© Sputnik . Aleksey Nikolsky
Mondo
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Il Direttore della MIT Technology Review spiega cos’è un deepfake intervistando un Putin digitalizzato in ‘tempo reale’. Il risultato è che la spiegazione di cosa sia un deepfake è chiara, tutto il resto un po’ meno.

Un Vladimir Putin parodiato e digitalizzato è stato intervistato 'dal vivo' sul palco dal direttore della MIT Technology Review, Gideon Lichfield, che si è esibito nel doppio ruolo di intervistatore ed intervistato. Scopo dell’esibizione era quello di spiegare le potenzialità raggiunte dalla moderna tecnologia ma anche mettere in guardia dai pericoli deepfake, cioè le manipolazioni digitali e le interferenze informatiche capaci, oramai, di modificare la percezione della realtà che ci circonda. Ma forse scopo del gioco era anche qualcos’altro.

Al Putin in versione deepfake è stato chiesto di cosa ne pensasse dell’interferenza russa nella politica americana e, ironicamente, proprio della pubblicazione delle deepfakes e l’utilizzo delle altre tecnologie ingannevoli che gli elettori si sarebbero dovuti aspettare alle prossime elezioni del 2020.

​"Non siamo in alcun modo responsabili delle debolezze del sistema politico americano. Una nazione che non sa distinguere gli eventi di fatto da quelli falsi non ha il diritto di eleggere i propri leader ", risponde così il Putin di Lichfield in un modesto russo, prima di continuare in inglese:

“Se siete dei suckers*, non è colpa mia".

Suckers, a seconda dell’estro del traduttore, si può tradurre con: babbei, bastardi, coglioni, gente che se le beve tutte, cretini, fessi etc...

L’esperimento lascia per la verità un po’ a desiderare anche dal punto di vista tecnico, dato che il viso digitalizzato non assomiglia fedelmente a quello del Presidente russo e i capelli biondi di Lichfield che sporgono dal camuffamento elettronico creano un effetto decisamente scadente, tuttavia, considerato che si tratta di una elaborazione grafica in tempo reale, il risultato dimostra considerevoli possibilità tecnologiche.

Lo sketch prosegue poi con Lichfield che chiede a 'Putin' una garanzia sul fatto che la Russia non userà i deepfake per interferire nelle elezioni statunitensi del 2020 e con la risposta di questi che intende invece lasciare la porta aperta a questa eventualità concludendo con una battuta alla Yakov Smirnoff (comico sovietico emigrato in america):

“In America si creano i deepfake. In Russia, i deepfake creano te”.

Secondo i media, il Congresso USA starebbe seriamente indagando sui deepfake, preoccupato del fatto che falsi video possano venire pubblicati durante le elezioni, dopo che un video al rallenty divenuto virale della Presidente della Camera Nancy Pelosi, l’aveva fatta sembrare ubriaca. Un video di Donald Trump invece, del tutto manipolato digitalmente, mostrava il Presidente fare strane smorfie con la lingua ed in molti lo avevano preso per autentico. Alcuni moderni software pare siano talmente avanzati da essere in grado di creare intere verosimili animazioni a partire da singoli fotogrammi.

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