06:05 19 Settembre 2020
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Il CEO di Facebook e Mark Zuckerberg ha ribadito la sua volontà di non voler cedere le quote di maggioranza di Instagram e Whatsapp.

Il fondatore del più popolare social network al mondo in questi giorni si è recato in visita a Washington e ha respinto ogni ipotesi di vendita di Instagram e Whatsapp.

In un incontro con il senatore repubblicano Josh Hawley, uno dei maggiori detrattori del miliardario e noto critico della elite della Silicon Valley, Zuckerberg si è mostrato assolutamente contrario all'ipotesi di cedere le quote di maggioranza delle due 'scialuppe di salvataggio' della sua corporation, in un periodo molto burrascoso per Facebook, travolto dagli scandali per la questione del leak di dati personali.

Il senatore ha twittato, affermando di aver avuto "una conversazione franca" con Zuckerberg, nella quale sembrerebbe aver chiesto esplicitamente al CEO di Facebook di vendere Instagram e Whatsapp, al che Zuckerberg avrebbe "risposto di no".

Facebook, le sue compagnie satellite così come i competitor YouTube e Twitter sono nell'occhio del ciclone, con sia i giudici sia gli utenti che si stanno rendendo conto del 'lato oscuro' di queste enormi piattaforme, sempre più soggette a scandali legati a leak di dati personali e violazione della privacy, o venendo accusate di minare la concorrenzialità sui mercati e di esercitare un'influenza troppo grande sulle masse, applicando alle volte anche una netta censura.

Il viaggio di Zuckerberg a Washington, peraltro, aveva come scopo proprio quello di incontrare varie delegazioni di senatori, tanto democratici quanto repubblicani, per cercare di ottenere un minimo di supporto da parte del Congresso, in un momento storico in cui Facebook e i social media in generale sembrerebbero essersi trasformati da grande mezzo di informazione e aggregazione sociale a punchball bipartisan per politici di ogni schieramento.

La nuova 'Corte d'Appello' di Facebook

Solamente qualche giorno fa, Facebook ha annunciato la creazione di una sorta di 'Corte d'Appello', denominata Oversight Board, che nell'idea dei fondatori dovrebbe consentire di vigilare e di esprimersi in maniera univoca sui contenuti da mantenere o da eliminare sulla piattaforma.

Tutto ciò avviene in un periodo di grande polemica, legato alle ampia discrezionalità con cui sinora la compagnia di Zuckerberg aveva potuto decidere cosa fosse considerabile come fake news e cosa no, quali contenuti potessero ricadere nel campo dell'istigazione all'odio e quali no e così via.

 

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