Widgets Magazine
14:46 23 Ottobre 2019

Nelle scuole francesi studiano Sputnik come esempio di propaganda russa

© Depositphotos / ArturVerkhovetskiy
Mondo
URL abbreviato
10318
Seguici su

Disinformazione, propaganda, militarismo: l’editore Belin Education disegna, in un libro di storia e geografia per le scuole francesi, un ritratto piuttosto aggressivo della Russia. Sputnik France ha voluto recensire questo libro di testo scolastico che la cita per ben due volte per scoprire che... sì, è proprio vero, gira molta disinformazione.

La Sputnik France, trovatasi chiamata in causa, ha voluto recensire il nuovo libro di testo per le scuole, edito dalla Belin, che a sua volta aveva recensito la sua stessa redazione classificandola come esempio di disinformazione e propaganda russa.

Belin Education è russofoba? Si chiede Hakim Saleck nell’articolo. Sicuramente no, è la risposta che si dà, certo però propone una visione quantomeno distorta della Russia nel libro di geopolitica e scienze politiche per le scuole medie francesi, corrispondente al nostro vecchio e caro ‘storia e geografia’. Sopratutto il capitolo intitolato “Il rinnovamento del potere russo: l'era Putin” lascia un po’ perplessi – tra potere militare, alleanze, personalità del Presidente e soft-power, compresi i media pubblici come Sputnik e RT, il quadro appare preoccupante. Secondo la recensione di Saleck, tuttavia, ci sarebbero diversi errori e imprecisioni che non possono che distorcere la visione dei giovani lettori.

Innanzitutto, il libro di testo, che è uno dei pochi ad apparire nel contesto di questo nuovo insegnamento specializzato voluto dalla Ministero dell’Educazione per il nuovo anno scolastico, propone una definizione di Sputnik errata, la seguente:

"Sputnik, agenzia di stampa internazionale istituita dal governo russo nel 2014, non trasmette in russo, si rivolge al mondo anglosassone, considerata in Europa come una fonte cospirativa di disinformazione e propaganda".

​In realtà Sputnik trasmette anche in russo perché è anche radio in lingua russa, ma, sopratutto, pubblica anche per i lettori della maggior parte dei Paesi dell'ex Unione Sovietica nella doppia versione – lingua locale e lingua russa. Inoltre, se dobbiamo proprio essere esatti, la mappa che mostra la proiezione di Sputnik e RT in Europa menziona le redazioni di Parigi e Berlino, ma omette quelle di Sputnik a Edimburgo e Istanbul, non meno importanti.

​Molto più grossolana la presentazione della mappa militare della presenza russa alle porte dell’Europa e del Caucaso che non la mette a confronto con quella della NATO, di speciale rilevanza nei Paesi baltici, a due passi dal confine russo e dalla strategica San Pietroburgo. Peggio ancora quando il testo parla della guerra tra Russia e Georgia che, secondo questi, sarebbe stata iniziata dalla Russia, il ché è un falso storico evidente.

​Nello stesso controverso capitolo "Il rinnovo del potere russo: L'era Putin", il manuale propone un esercizio di analisi critica per valutare l'affidabilità degli articoli pubblicati da Sputnik News sugli attuali presidenti di Russia, Francia e Stati Uniti. Difficile però avere un punto di vista neutrale quando due pagine prima i media russi vengono descritti come "relatori di cospirazione, disinformazione e propaganda".

Un altro esercizio consiste nel “ricercare gli autori di questi articoli e la linea editoriale del sito". Questo esercizio farebbe parte del programma di geopolitica e scienze politiche dell'educazione nazionale al capitolo "Analizzare la dinamica dei poteri internazionali", descritto nel piano di educazione ministeriale nel seguente modo:

"Individuazione delle basi e delle manifestazioni di potere a livello internazionale nei settori diplomatici (anche all'interno delle istituzioni internazionali), militari (difesa del territorio, capacità di proiezione ...), culturale, economico e finanziario, prendendo spunto da esempi contemporanei ".

Nella stessa pagina, il manuale suggerisce anche che gli studenti organizzino dibattiti, suggerendo a spunto temi del tipo: "Dovremmo avere paura di Vladimir Putin?" – formulazione, fa notare Saleck, che lascia poco spazio all’articolazione del pensiero critico sulla base dell’impostazione suggerita dal libro stesso.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik