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23:12 23 Ottobre 2019
Asteroide si dirige verso la Terra

NASA e ESA pronte a testare difese planetarie anti-asteroide

CC0 / Pixabay
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La NASA e la ESA sono finalmente pronte a testare le capacità dei nostri sistemi anti-asteroide, per capire quante possibilità avremmo di neutralizzare eventuali oggetti provenienti dallo spazio.

Le due agenzie avrebbero già scelto il bersaglio del test che ci permetterebbe di comprendere appieno le capacità difensive dei nostri sistemi anti-asteroide.

Si tratterebbe dell'asteroide Didymos B, del diametro di circa 160 metri e facente parte di un sistema asteroide binario.

Didymos B copre la sua orbita attorno al più grande Didymos A in 11,92 ore e ciò permetterà agli scienziati di determinare l'eventuale successo della missione.

Il sistema Didymos è classificato tra i Near-Earth Object (NEO), ossia quegli oggetti sì vicini al nostro pianeta ma non abbastanza per poterci effettivamente colpire. Ciò fa di Didymos un bersaglio perfetto per testare le nostre difese planetarie.

Allo scopo di proteggerci da eventuali oggetti provenienti dallo spazio, nel 2015 la ESA e la NASA hanno lanciato il programma congiunto AIDA e hanno sviluppato il satellite DART (Double Asteroid Redirection Test), sviluppato proprio per contrastare e deflettere eventuali asteroidi in avvicinamento alla terra, del quale ora le due agenzie sono pronte a saggiare le potenzialità.

"Oggi siamo i primi esseri umani nella storia a possedere la tecnologia che potenzialmente potrebbe essere in grado di deflettere un asteroide impedendogli di impattare la Terra. La domanda fondamentale a cui dobbiamo ancora rispondere però è: 'queste tecnologie sono abbastanza buone da funzionare?' Prima di metterti a guidare una macchina, devi avere un'assicurazione. Beh, AIDA è l'assicurazione del pianeta Terra", ha dichiarato l'astronomo Ian Carnelli della ESA, come riportato in un'intervista al giornale Technology Review.

La missione potrebbe però subire delle complicazioni, come accaduto ad aprile in occasione del bombardamento dell'asteroide Ryugu da parte dell'agenzia spaziale giapponese JAXA.

In quel caso, i sistemi difensivi di Tokyo crearono un cratere più grande del previsto, riducendo sensibilmente l'efficacia della deviazione.

"Se la gravità è così alta anche su Didymos B, sebbene sia molto più piccolo, potremmo finire con un cratere di molto più grande rispetto a quello mostrato dai nostri modelli in laboratorio", ha spiegato lo scienziato Patrick Michel di CNRS.

Il DART colpirà Didymos ad una velocità di 23,760 km/h, modificando con il suo impatto la velocità dell'asteroide di circa un centimetro al secondo, cambiando il tempo di orbita dell'oggetto.

La missione del DART prenderà il via nel luglio del 2021, ma l'impatto con Didymos è previsto circa un anno dopo, nel settembre del 2022.

Qualche secondo prima del contatto con l'asteroide dal DART si staccherà un minisatellite che avrà il compito di riportare sulla terra le fotografie dell'evento, che saranno in seguito analizzate dagli scienziati.

Insomma, per capire se in caso di possibile collisione di un asteroide con la Terra il nostro destino sia segnato oppure no, dovremo aspettare il 2022.

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