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14:40 23 Ottobre 2019
Tifosa iraniana con bambina

Iran, decisione storica: sì alle donne negli stadi

© Sputnik . Maxim Bogodvid
Mondo
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L'annuncio è arrivato dal ministro dello sport di Teheran. Negli ultimi giorni anche la FIFA aveva fatto numerosi appelli per cambiare la legislazione in materia

La battaglia per i diritti delle donne è vinta e presto le tifose iraniane potranno assistere dal vivo alle partite di calcio.

Il ministro dello sport della Repubblica Islamica Masoud Soltanifar lo ha annunciato tramite una nota, dopo che anche il presidente FIFA, Gianni Infantino, aveva inviato una nota per sollecitare Teheran a fare qualcosa per cambiare questa situazione, definita "inaccettabile".

"La nostra posizione è ferma e chiara. Alle donne deve essere permesso di entrare negli stadi di calcio in Iran", ha scritto Infantino.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere troppo e il massimo organismo del calcio mondiale ha trovato finalmente un'apertura su quest'annosa posizione.

"È stato preparato tutto il necessario affinché le donne, inizialmente solo per le partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio", si legge nella nota di Soltanifar.

Per un tale passo storico negli stadi verranno creati ingressi e toilette, riservati per il pubblico femminile; alle donne sarà concesso di occupare le gradinate, ma non di mescolarsi ai tifosi uomini. 

Un'altra misura del governo di Teheran riguarderà poi il numero degli agenti in servizio, che aumenteranno per permettere alle donne-tifoso di accedere e di lasciare i complessi sportivi in tutta sicurezza

Il caso Khodayari

A dare un'importante accelerata al processo di parificazione dei diritti tra uomini e donne negli stadi di calcio è stata, senza dubbio, la vicenda che ha visto come protagonista Sahar Khodayari, definita la 'ragazza blu' per la sua essere tifosa dell'Esteghlal, uno dei club della capitale Teheran, allenato dall'italiano Andrea Stramaccioni.

La giovane tifosa, di 29 anni, nelle scorse settimane si era data fuoco per esprimere il proprio dissenso nei confronti del divieto imposto alle donne in Iran da circa 40 anni e che impediva loro di entrare negli stadi.

In seguito al tragico gesto, la donna, dopo giorni di sofferenze in ospedale, è purtroppo deceduta.

 

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