02:22 20 Novembre 2019
Boris Johnson

Brexit, BoJo ha 12 giorni per presentare nuovo accordo a Bruxelles. Ma Londra dice di no

© Sputnik . Tierri Monas
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Bruxelles ha imposto una nuova deadline entro la quale il governo britannico dovrà presentare una nuova bozza scritta di accordo per l'uscita del Regno Unito dall'UE.

Il countdown imposto a BoJo da Bruxelles finirà il 30 di settembre, data entro la quale il governo britannico dovrà presentare una nuova proposta scritta per l'uscita del Regno Unito dall'UE, altrimenti tutto potrà considerarsi "finito".

A darne notizia è la Bbc, citando il premier finalndese Antti Rinne, presidente di turno dlel'Unione Europea.

Secondo la Bbc Rinne e il presidente francese Emmanuel Macron si sarebbero accordati per proporre una tale soluzione a Johnson.

Una fonte interna a Downing Street ha fatto sapere che il governo inglese "continuerà a negoziare e farà la sua proposta al momento opportuno".

In precedenza il premier britannico si era sempre detto convinto che la deadline con l'UE per trovare un accordo sarebbe potuta essere quella del 17 ottobre, quando è in programma un incontro a Bruxelles tra lo stesso Johnson e gli altri leader europei.

BoJo si è sempre dichiarato disposto a portare avanti Brexit entro il 31 ottobre ad ogni costo, anche a di in caso di uscita senza accordo.

Il rifiuto di Downing Street

Il governo britannico ha dichiarato l'intenzione di respingere la scadenza, definita "artificiale", del 30 settembre imposta dalla presidenza dell'UE.

A farlo sapere è un portavoce di Downing Street, precisando che Johnson non ha intenzione di accettare ultimatum e continua a considerare il Consiglio europeo del 17-18 ottobre come deadline per un'eventuale intesa con Bruxelles, che per Londra dovrebbe essere senza backstop.

Brexit: la situazione

Nei giorni scorsi Johnson ha dovuto fare fronte a diverse grane, vedendosi prima approvare la legge anti-nodeal e poi bocciare la mozione per le elezioni anticipate alla Camera dei Comuni.

Come se non bastasse, i giudici dell'Alta Corte scozzese hanno giudicato illegittima la sospensione del Parlamento richiesta dallo stesso Johnson. Sulla questione ora dovrà pronunciarsi la Corte Suprema di Londra.

Nello stesso giorno sono poi trapelati i documenti della cosiddetta "Operazione Yellowhammer", ovvero il piano di emergenza britannico in caso di una Brexit senza accordo.

Ieri l'Europarlamento ha votato per il sì alla proroga della data di Brexit, vincolata però alla rinuncia di Johnson a rimuovere il backstop dell'Irlanda dal trattato.

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