05:24 16 Dicembre 2019
Manifestazione per la Brexit a Londra

Brexit, Europarlamento vota sì a proroga

© REUTERS / TOBY MELVILLE
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Il Parlamento europeo si apre alla possibilità di una nuova proroga per la Brexit, ma solo alla condizione che Londra presenti delle "proposte scritte" di "eventuali alternative" al backstop.

La risoluzione a favore della proroga passa con 544 voti favorevoli, 126 contrari e 38 astensioni. Sono in cinque gruppi politici a sostenerla, Ppe, S&D, Renew Europe, Verdi e Gue. La proroga della data di uscita è vincolata ad alcune condizioni. 

Il Parlamento Europeo ha chiesto al governo britannico di presentare "proposte scritte" di eventuali "disposizioni alternative" al backstop irlandese, che Boris Johnson vorrebbe rimuovere dall'Accordo di recesso. Le proposte dovranno essere pienamente alternative e avere effetti equivalenti a quelli del backstop, per evitare il ritorno di una frontiera dura fra le due Irlande.

In alternativa, il Parlamento si dichiara pronto ad adottare la soluzione originaria di backstop, che prevede la permanenza della sola Irlanda del Nord nell'unione doganale. Un'altra possibilità, ha ricordato il Parlamento, potrebbe essere quella di un Accordo di Associazione con Londra post-Brexit, che renderebbe il backstop irlandese inutile. 

Tuttavia, ha affermato il presidente della Commissione Europea Junker, il rischio di uscita senza accordo rimane “molto realistico”.  In caso di no deal, si legge nella risoluzione, il Regno Unito si assumerà interamente tutte le responsabilità delle conseguenze che ricadranno sui cittadini britannici e dovrà comunque garantire il rispetto dei suoi obblighi verso la UE, sia in materia finanziaria, sia dei diritti dei cittadini europei presenti sul suo territorio, sia il rispetto degli accordi di pace in Irlanda del Nord. 

Il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit, Michel Barnier, ha dichiarato la massima disponibilità ad ascoltare le proposte di Londra ed ha avvertito di non sottovalutare le conseguenze di una eventuale uscita no deal. “I cittadini britannici, come quelli europei, hanno diritto alla verità sulle conseguenze, che sono molto più gravi”, ha detto, “dopo la Brexit dovrete rendere conto ai cittadini”.

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Europarlamento, Brexit, UE
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