03:18 08 Dicembre 2019
Clessidra di sabbia

Prima o poi la sabbia finirà e saranno dolori

© Foto : Pixabay CC0
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È la seconda risorsa naturale più utilizzata dall’uomo dopo l'acqua. Essenziale per il nostro sviluppo, ma a differenza dell’acqua la sabbia non ritorna in ciclo e un giorno o l’altro finirà per esaurirsi. Cosa accadrà allora?

Magari non ci abbiamo mai riflettuto ma la sabbia si trova ovunque nella nostra vita quotidiana: nel cemento delle nostre case, nelle finestre, nei computer, nell'asfalto delle strade, nei telefoni, nei dipinti e persino nei cosmetici. Dopo l'acqua, è proprio la sabbia la seconda risorsa più utilizzata al mondo.

"La sabbia è l'eroe dimenticato del nostro sviluppo", afferma Pascal Peduzzi, direttore scientifico del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), con sede a Ginevra.

Per Christian Buchet, direttore del Center for Ocean Studies dell'Istituto cattolico di Parigi (ICP), la sabbia sarebbe addirittura "la principale sfida del 21 ° secolo". L'autore di ‘The Great History from the sea’ afferma: "Questo materiale è il prodotto più comunemente usato. La sabbia è ovunque, nelle nostre macchine, in tutto ciò che è costruzione, ma anche nelle nicchie dove non ci aspettiamo, come i fertilizzanti agricoli ".

Si stima che ogni anno vengano estratti tra i 40 e i 50 miliardi di tonnellate di sabbia sul pianeta. A conti fatti in media "ogni persona sulla Terra consuma 18 kg di sabbia al giorno", afferma Pascal Peduzzi.

Pur essendo facilmente accessibile, molti ritengono erroneamente che la risorsa sia inesauribile. "Oggi estraiamo molto più rapidamente di quanto la Terra produca, perché la sabbia impiega migliaia di anni per rigenerarsi", afferma Eric Chaumillon, professore di geologia marina all'Università di La Rochelle e ricercatore presso il CNRS .

Il problema è anche che c’è sabbia e sabbia, e una grande quantità di questa non è utilizzabile per la costruzione dei nostri edifici e delle nostre strade: "La sabbia del deserto, ad esempio, non può essere utilizzata. È sabbia che non va bene per il cemento. Servono aggregati naturali creati attraverso l’erosione del mare sulla roccia. È questo il materiale più adatto per i materiali da costruzione”, continua Chaumillon.

L'industria si concentra sulla sabbia da cave, fiumi, spiagge o fondali marini, un'estrazione con conseguenze ambientali talvolta drammatiche.

Mentre la raccolta della sabbia è regolamentata nei paesi europei e negli Stati Uniti, non è così ovunque, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove la domanda è maggiore. L'estrazione di sabbia dalle spiagge è dannosa per gli ecosistemi.

"Questo materiale ha un ruolo diretto nell'ambiente", sottolinea Pascal Peduzzi, "Le spiagge funzionano come protezioni anti-tempesta. Per quanto riguarda i fiumi, questi possono cambiare percorso e portata con l'estrazione di sabbia. Le conseguenze possono essere siccità in alcune zone, inondazioni in altre. Stiamo rischiando delle vere e proprie tragedie nell'agricoltura di alcuni paesi".

Facile intuire come l’estrazione di sabbia possa facilitare l’erosione marina portando, ad esempio, all’infiltrazione di acqua salata attraverso gli estuari con conseguenze dirette su flora e salinizzazione dei terreni agricoli.

Domanda in costante aumento, facilità di estrazione e apparente abbondanza della risorsa hanno causato la comparsa di vere e proprie mafie della sabbia in tutto il mondo, che non esitano a usare la violenza per garantire il controllo di questo mercato succoso.

© Sputnik . Vitaliy Timkiv
Lavorazione di sabbia per la produzione di calcestruzzo

In India, diversi giornalisti che indagavano su queste mafie sono stati assassinati; in Kenya, negli ultimi anni circa una dozzina di persone sono state uccise in combattimenti tra bande rivali; in Marocco, secondo un rapporto UNEP pubblicato nel febbraio 2019, metà della sabbia utilizzata ogni anno per la costruzione, circa 10 milioni di metri cubi, viene estratta illegalmente.

Secondo Christian Buchet la sabbia sarebbe solo in apparenza una risorsa abbondante, in realtà "la sabbia è più minacciata dei metalli pesanti. La estraiamo in quantità tali che presto finirà”. Ed avverte: "Non dobbiamo aspettare la carenza. Meno sabbia ci sarà, più costosa diverrà e più stimoleremo l'appetito delle mafie. Ecco perché è urgente agire ".

Una speranza potrebbe giungere dall’innovazione tecnologica. Stanno emergendo soluzioni, e altre ve ne sono allo studio, per sostituire la sabbia nella costruzione delle città del domani – "Abbiamo già dei sostituti della sabbia: il cemento cellulare, che non richiede aggregati, e tutto ciò che riguarda il riciclaggio dei rifiuti, in particolare per le strade, i rifiuti di fonderia e persino i rifiuti di aggregati e i riciclati", afferma Éric. Chaumillon.  

Il problema però è che, sostiene Pascal Peduzzi, “è tuttavia più economico usare la sabbia in natura che riciclare il cemento”, quindi tutti questi esperti, le cui opinioni in materia sono state raccolte nel reportage di SlateFr, affermano che sarebbe necessaria una mobilitazione di scienziati e aziende per sviluppare nuovi materiali prima che il problema diventi irreparabile.

Le cose starebbero iniziando a muoversi, osserva ancora Pascal Peduzzi, che fa notare come nel marzo del 2009 diversi paesi abbiano adottato una risoluzione per condurre uno studio sugli impatti ambientali dell'estrazione di sabbia.

Ci si inizia a rendere conto che il problema è molto concreto: Asia e Africa stanno accelerando il loro sviluppo a ritmi senza precedenti e la domanda di sabbia non è mai stata così alta.

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