01:16 11 Dicembre 2019
Le rovine della città libica Sirte

Libia, forze di Haftar attaccano Sirte

© AP Photo / Manu Brabo
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Tre attacchi aerei delle forze militari di Haftar contro delle postazioni delle Forze di Protezione di Sirte hanno provocato 2 morti e 11 feriti.

Lo riferisce l'ufficio stampa del SPF che ha anche specificato che l'attacco potrebbe essere una rappresaglia nei confronti delle forze militari di Sirte. Nei giorni precedenti, infatti, le forze di protezione avrebbero sventato le infiltrazioni dei fedelissimi di Gheddafi, oltre ad aver arrestato alcuni membri di cellule dormienti legate alle forze ribelli di Haftar, che si trovavano nella città. 

Secondo le fonti l'attacco potrebbe essere avvenuto con il supporto di forze esterne, in quanto i velivoli che hanno effettuato i bombardamenti apparterrebbero a paesi terzi. Durante le prime ore di lunedì sarebbe anche stato bombardato nuovamente l'aeroporto di Mitiga, a Tripoli, l'unico scalo rimasto aperto in tutto il paese, che era stato fermo per due settimane a causa dei continui bombardamenti.

Il raid su Sirte arriva in seguito a intensi combattimenti tra le forze fedeli a Al Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale come presidente della Libia, e l'esercito Nazionale di Liberazione del generale Haftar. Domenica il governo di Tripoli aveva denunciato e condannato un attacco con droni effettuato dalle forze ribelli, avvenuto in seguito a un'operazione contro cellule dell'Isis. L'esercito aveva dichiarato che "Questo conferma l'attendibilità delle informazioni sulla cooperazione tra le forze di Haftar e l'Isis, nell'esplosione del terrorismo a Sirte e altre aree". Sirte era stata una roccaforte dello Stato Islamico sino al 2016.

Gli attacchi aerei sono intensificati nelle ultime settimane da entrambi i lati,  in quanto entrambe le forze cercherebbero di aumentare le zone di controllo in vista di una conferenza che la Germania sta pianificando di realizzare assieme a tutte le forze attive in Libia.

La guerra in Libia

La controffensiva del Generale Khalifa Haftar per prendere Tripoli è cominciata lo scorso aprile, con lo scopo di liberare la capitale "dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia".  Durante i mesi scorsi l'escalation è continuata, con intensi combattimenti fra le due forze. Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

Hafthar e l’esercito nazionale libico (Lna) sono sostenuti da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Francia mentre il Governo di accordo nazionale (Gna) di Sarraj è riconosciuto dalla comunità internazionale.

L'instabilità nel paese è stata innescata dal rovesciamento del regime di Gheddafi e dall'attacco delle potenze occidentali per la cattura del leader arabo. Il paese si trova ora spaccato a metà e governato da due distinte autorità. Il Parlamento eletto dal popolo si trova a est; mentre a ovest, nella capitale Tripoli, ha sede un Governo di accordo nazionale, sostenuto dall'ONU e dall'UE e guidato da Fayez al-Sarraj. Le autorità della zona orientale agiscono indipendentemente da Tripoli e collaborano con l’Esercito nazionale libico, comandato da Khalifa Haftar.

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Khalifa Haftar, Fayez al-Sarraj, guerra civile, Libia
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