06:21 12 Dicembre 2019

Snowden: “Non fidatevi di WhatsApp adesso che lo ha preso Facebook”

© Foto : Sam Azgor
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Ospite ad un programma radiofonico francese, Edward Snowden mette in guardia dall’uso della messaggeria WhatsApp che, dopo l’acquisto da parte di Facebook, non garantirebbe la riservatezza dei dati. Sospetti anche su Telegram. Peggio ancora gli SMS e le conversazioni telefoniche. Ma allora come difendere la riservatezza?

Durante una esclusiva radiofonica, oggi, lunedì 16 settembre, Edward Snowden, l’ex dipendente della National Security Agency ed informatore ricercato negli Stati Uniti, ha messo in guardia dall'uso della messaggerie crittografate. In particolare, secondo questi, WhatsApp, acquistata nel 2014 da Facebook, non garantirebbe più gli standard minimi di pretezione delle conversazioni e ne sconsiglia vivamente l’uso ai membri di Governo e chiunque sia in possesso di dati riservati e di importanza collettiva.

"Se qualcuno nel Governo affronta questioni delicate ed usa WhatsApp, commette un errore", queste le sue parole.

L’uso delle messaggerie crittate sarebbe un’abitudine consolidata in ambito governativo e nelle amministrazioni statali. Pare che lo stesso Emmanuel Macron usi Telegram per comunicare con i suoi collaboratori e che il Primo Ministro Édouard Philippe preferisca invece WhatsApp. Entrambe le soluzioni sarebbero secondo il ben noto esperto del tutto inadeguate interpellato sull’argomento dall’intervistatore francese:

“Sempre meglio degli SMS o delle messaggerie non crittografate, ma estremamente rischiosi, sopratutto se sei il Primo Ministro” ha detto ai microfoni della France Inter Snowden che ha poi aggiunto: “Facebook è il proprietario di WhatsApp e sta rimuovendo strato dopo strato tutti i vari livelli di protezione da quando l’ha acquisita. Dicono no, no, non ascoltiamo le vostre conversazioni, perché sono codificate, però intanto...".

Invece di WhatsApp e Telegram, lo specialista informatico raccomanda piuttosto l'uso di Signal e Wire che, secondo lui, userebbero una migliore codifica e, sopratutto, non appartengono a Facebook.

Negli Stati Uniti, Snowden è accusato di trasmissione illegale di informazioni rilevanti per la sicurezza nazionale, divulgazione intenzionale di informazioni di intelligence e furto di proprietà intellettuali statali. Rischia un totale fino a 30 anni di reclusione. Attualmente è rifugiato in Russa dove ha ricevuto asilo. Recentemente aveva dichiarato che sarebbe disposto a tornare negli Stati Uniti ad affrontare il procedimento penale se gli venisse garantito un processo equo nel quale i giurati avessero modo di valutare il materiale segreto trafugato al fine di capire le motivazioni che lo avevano spinto ad agire.

In precedenza, Snowden aveva affermato che gli sarebbe piaciuto poter ricevere protezione anche in Francia. Il capo del ministero della Giustizia francese, Nicole Bellub, a sua volta, aveva sostenuto tale richiesta e si era detto favorevole all’asilo per l’informatico dissidente.

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