01:30 11 Dicembre 2019
General Motors

46.000 lavoratori della General Motors in sciopero – il più grande in 12 anni

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Il sindacato della ‘United Auto Workers’ è entrato in sciopero domenica sera contro la più grande casa automobilistica americana, la General Motors. Si tratta della prima interruzione del lavoro nel settore automobilistico americano in 12 anni.

I 46.000 lavoratori del sindacato hanno incrociato le braccia nelle 31 fabbriche Generl Motors e 21 altre strutture affiliate, sparse in nove Stati federati. È il più grande sciopero di qualsiasi sindacato contro qualsiasi azienda da quello, anch’esso alla GM, del 2007.

Lo sciopero è iniziato alle 23:59 di domenica sera. Il sindacato aveva dichiarato la propria intenzione di scioperare in una conferenza stampa mattutina, sebbene il portavoce del sindacato stesso, Brian Rothenberg, avesse affermato che il dialogo tra le parti fosse ancora in corso. Una nuova riunione tra sindacato e dirigenza GM è fissata per questa mattina lunedì 16 settembre.

Il sindacato ha affermato che la GM stesse mettendo i propri profitti davanti agli interessi dei dipendenti che hanno contribuito a risollevare la società che era passata attraverso fallimento e salvataggio federale dieci anni fa.

La società ha dichiarato di aver fatto un'offerta sostanziosa che includerebbe una migliore ripartizione dei salari e dei profitti per i membri del sindacato, nonché investimenti per portare nuovi posti di lavoro. E’ stata promessa anche una "soluzione" per due dei quattro impianti che si prevede debbano essere chiusi, uno a Detroit, l’altro a Lordstown, in Ohio.

Fonti vicine al sindacato, secondo la CNN oggi, affermato che la maggior parte delle proposte che la società ha reso note domenica darebbero arrivate troppo tardi. La GM aveva annunciato già nel novembre del 2018 che avrebbe chiuso gli impianti di assemblaggio di Detroit e Lordstown nonché quelli di Baltimora e Warren, in Michigan.

Il sindacato United Auto Workers (UAW) ha precisato che mantenere quegli impianti è una questione chiave per la contrattazione e sabato scorso aveva affermato che, nonostante progressi nei colloqui, vi fossero ancora “differenze significative in materia di salari, prestazioni sanitarie, trattamento degli interinali, sicurezza sul lavoro e ripartizione degli utili”.

GM afferma che il suo dipendente medio guadagna circa 90.000 dollari all'anno, esclusi i benefici. Il numero degli operai GM negli ultimi decenni sarebbe tuttavia diminuito drasticamente, a causa dell’automazione, delle perdite di quote di mercato e outsourcing. GM costruisce comunque ancora la stragrande maggioranza delle auto che vende nel mercato americano del Nord America ed ha molte più fabbriche negli Stati Uniti che in Messico o in Canada.

Il sindacato in precedentemente era riuscito ad estendere i propri contratti con altre due importanti case automobilistiche statunitensi - Ford e Fiat Chrysler. Tutte e tre le case automobilistiche hanno a che fare con un rallentamento delle vendite e con la necessità di fare enormi investimenti nello sviluppo di veicoli elettrici e a guida autonoma che hanno un importante potenziale ma solo a lungo termine.

L'ultimo grande sciopero di 12 anni fa era durato solo tre giorni ma alcuni scioperi contro la GM in passato rimasero famosi per essere durati interi mesi.

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