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14:32 17 Ottobre 2019
Disegno degli astronauti su Marte

Ricercatori: rischio danni cerebrali per turisti di Marte. NASA: tutto OK!

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Marte sarà il primo pianeta diverso dalla Terra sul quale l’uomo metterà piede. La missione è sempre quella di proteggere i “Marte-nauti” da una minaccia invisibile che potrebbe danneggiare la loro salute mentale e mettere in pericolo i viaggi sul pianeta rosso.

Poiché la NASA sta pianificando di portare il primo uomo su Marte nei prossimi 20 anni, i ricercatori ammoniscono circa il pericolo di esposizione di questi astronauti a pericolosi volumi di radiazioni i quali potrebbero provocare gravi conseguenze, come un aumento del rischio di cancro.

Perché le radiazioni cosmiche sono importanti?

Coloro che si avventurano al di là della Terra nelle profondità dello spazio vengono costantemente bombardati da radiazioni emesse sia sotto forma di particelle provenienti dal Sole sia sotto forma di raggi cosmici che provengono dallo spazio esterno al Sistema solare.

La magnetosfera terrestre, un’enorme bolla magnetica generata dal campo magnetico del pianeta, e l’atmosfera bloccano la maggior parte delle particelle.

Tale scudo, però, si fa sempre meno efficace più ci si allontana dalla Terra: gli astronauti a bordo dell’ISS sono esposti a dosi 250 volte maggiori di quelle percepite sulla superficie terrestre e l’impatto sul corpo umano nello spazio interplanetario potrebbe essere centinaia di volte maggiore.

Quali sono le conseguenze sulla salute?

Un recente studio finanziato dalla NASA ha concluso che un viaggio su Marte esporrebbe a radiazioni così violente da poter danneggiare le facoltà cognitive dei pionieri spaziali.

I ricercatori hanno esposto 40 cavie a piccole dosi di radiazioni ogni giorno per 6 mesi. Questo è stato probabilmente la prima simulazione di un viaggio nello spazio profondo di questo tipo. In passato, quando si studiava l’impatto delle radiazioni sulla salute, gli scienziati esponevano le cavie a grandi dosi di radiazioni per brevi lassi di tempo.

I ricercatori hanno scoperto che piccole dosi di radiazioni scatenano “comportamenti ansiosi” e producono “deficit comportamentali a lungo termine” nelle cavie che danneggiano la loro capacità di apprendimento e memoria.

In particolare, alcune cavie hanno percepito un’ansia così opprimente che durante i test si sono come bloccati, sono rimasti immobili anche per più di 1 secondo.

Lo studio ha concluso che da Marte almeno un astronauta in un equipaggio da 5 potrebbe tornare sulla Terra con “gravi deficit” a livello cognitivo.

I ricercatori avvertono che durante il volo la capacità degli astronauti di rispondere in maniera efficace a situazioni stressanti potrebbe essere compromessa.

“A tendere la presenza delle radiazioni nello spazio non ostacolerà i nostri sforzi per rendere possibili i viaggi su Marte, ma potrebbe essere l’unico grande ostacolo che l’umanità dovrà risolvere per viaggiare oltre l’orbita terrestre”, hanno concluso.

Qual è stata la risposta della NASA?

Tuttavia, il direttore sanitario della NASA ha minimizzato l’avvertimento sostenendo che le cavie sono state esposte a livelli di radiazioni maggiori di quelli a cui sarebbero esposti gli astronauti in viaggio per Marte.

“Con i livelli che prevediamo per le missioni marziane, non penso che osserveremo un aumento significativo del deficit cognitivo negli astronauti”, ha affermato J. D. Polk, ex dipendente del Dipartimento della sicurezza interna degli USA.

Ha, inoltre, affermato: “C’è un elevato rischio che ritornino con un grave deficit cognitivo e dimentichino come premere il pulsante rosso per rientrare? No.”

Ma Charles Limoli, coordinatore dello studio e professore di oncologia alla UC Irvine, non è d’accordo.

“Non so quale letteratura scientifica legga il dottor Polk, ma non sono d’accordo con le sue affermazioni”, ha detto.

Polk ha comunque sottolineato l’importanza dello studio e ha affermato di volersi assicurare che gli astronauti siano protetti.

Quali provvedimenti sono stati presi finora?

Questo problema ha dato del filo da torcere agli scienziati per un bel po’ di tempo. Uno studio condotto tra il 2015 e il 2016 da Charles Limoli e i suoi colleghi ha dimostrato che l’esposizione alle radiazioni potrebbe scatenare negli astronauti sintomi simili a quelli della demenza.

La NASA ha già avviato il processo di sviluppo di una tecnologia in grado di proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche circostanti.

La NASA testerà una uniforme di protezione in polietilene, chiamata AstroRad, su due fantocci durante l’imminente flyby lunare di Orion.

La navicella Orion sarà anche equipaggiata con una apparecchiatura radiosensibile in grado di avvertire l’equipaggio in caso di necessità. In quel caso, gli astronauti dovranno ripararsi al centro del modulo destinato a immagazzinare le provviste e si dovranno coprire con borse da stivaggio.

Un altro modo per contrastare questa minaccia è l’utilizzo di idrogeno, boro e nitrogeno che potrebbero essere impiegati per proteggere la navicella spaziale. Ma questa applicazione deve ancora essere indagata.

Nel 2017 Tony Slaba, ricercatore della NASA, ha spiegato che l’agenzia “non intende impiegare materiali pesanti come il piombo per creare uno scudo attorno alla navicella. Infatti, così facendo le radiazioni cosmiche colliderebbero con lo scudo provocando radiazioni secondarie”.

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Turismo, Marte
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