01:45 14 Dicembre 2019
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Arabia Saudita: metà della produzione petrolifera ferma dopo attacco con droni

© AP Photo / Nabil al-Jourani
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Gli attacchi con droni dei ribelli Houthi che ieri hanno causato un devastante incendio in due grossi impianti petroliferi sauditi hanno bloccato metà della produzione petrolifera del paese. Ora il regno dovrà usare le sue riserve di petrolio per compensare.

L'Arabia Saudita utilizzerà le sue vaste riserve di petrolio per compensare l'interruzione della produzione dopo un attacco a due importanti impianti petroliferi, ha detto domenica il ministro dell'Energia.

Sabato due impianti di raffinazione del colosso energetico nazionale Aramco ad Abqaiq e Khurais, a causa dell'attacco dei ribelli yemeniti, hanno visto una riduzione della produzione di 5,7 milioni di barili al giorno (bpd), quasi il sei percento delle forniture globali di greggio.

"Parte del calo sarà compensato per i clienti" dalle strutture di stoccaggio, ha dichiarato il nuovo ministro dell'energia Prince Abdulaziz bin Salman in una nota sull'agenzia di stampa ufficiale SPA.

L'interruzione ha interessato metà della produzione del regno, che è il più grande fornitore di petrolio del mondo.

Riyadh ha costruito cinque gigantesche strutture di stoccaggio sotterraneo in varie parti del paese in grado di contenere decine di milioni di barili di vari prodotti petroliferi raffinati, da sfruttare durante i periodi di crisi.

Le strutture furono costruite tra il 1988 e il 2009 e sono costate decine di miliardi di dollari.

Il principe Abdulaziz ha detto che le esplosioni di sabato hanno anche bloccato le forniture di circa due miliardi di piedi cubi di gas di separazione che viene estratto insieme al greggio.

"Di conseguenza, le forniture di etano e GNL si ridurranno del 50%", ha detto il ministro, aggiungendo che le forniture domestiche di carburante, elettricità e acqua non sono state danneggiate.

Mentre i mercati osservano da vicino la capacità di manovra dell'OPEC di rimettere in sesto il proprio settore, l'amministratore delegato di Aramco Amin Nasser ha affermato che "sono in corso lavori" per ripristinare la piena produzione.

Abqaiq è il più grande impianto di raffinazione del petrolio al mondo e può gestire fino a sette milioni di barili al giorno, circa il 70% della produzione totale saudita.

Si trova vicino al giacimento petrolifero di Ghawar, il più grande del mondo con riserve di oltre 60 miliardi di barili e una capacità di produzione giornaliera di sei milioni di barili al giorno.

L'impianto riceve anche petrolio greggio e gas dal giacimento petrolifero di Shayba.

L’attacco e le accuse all’Iran

I ribelli Houthi in Yemen hanno rivendicato l'attacco, ma il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha incolpato Teheran, dicendo che non c'erano prove che fosse lanciato dallo Yemen.

"L'Iran ha ora lanciato un attacco senza precedenti alla fornitura di energia nel mondo", ha detto Pompeo.

Il mese scorso, un attacco rivendicato anche dai ribelli Houthi ha provocato un incendio nella struttura di liquefazione del gas naturale Shaybah di Aramco, vicino al confine con gli Emirati, senza che siano state riportate vittime.

Gli Houthi hanno anche rivendicato un attacco con droni a maggio a due stazioni di pompaggio petrolifere sul principale oleodotto est-ovest dell'Arabia Saudita, causando un arresto di alcuni giorni.

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