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07:40 22 Settembre 2019
CIA, Virginia, USA

Ecco come la CIA addestrava gli animali allo spionaggio

© AFP 2019 / Saul Loeb
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Secondo quanto riferito la CIA avrebbe declassificato dozzine di documenti che si riferiscono a vari test della guerra fredda. Sembra che l'agenzia avesse riposto più di una speranza su vari animali per scoprire i segreti dell’Unione Sovietica.

I documenti declassificati rivelano che la CIA avrebbe provato ad addestrare gatti, cani, delfini e uccelli - dai piccioni ai corvi - come agenti segreti per estrarre informazioni vitali sull’Unione Sovietica.

In particolare, un "agente della CIA di alto livello" era un corvo chiamato Do Da, che sarebbe diventato l’agente più "operativo" nell’ambito dello spionaggio. Questo volatile - una figura centrale in un programma segreto della CIA decennale per addestrare gli animali come agenti - scomparve  tuttavia, proprio durante dei test di spionaggio all'inizio del 1974.

Secondo quanto riferito, l'agenzia avrebbe arruolato ornitologi professionisti nel tentativo di determinare quali uccelli trascorrevano regolarmente parte dell'anno nell'area di Shikhany nel bacino del fiume Volga a sud-est della regione di Mosca dove si credeva che l’Unione Sovietica avesse un impianto chimico.

Secondo i documenti, la CIA vedeva gli uccelli migratori come "sensori viventi" che - basandosi sulla loro alimentazione - avrebbero rivelato quali tipi di sostanze i russi stavano testando esaminando la loro carne.

All'inizio degli anni '70 poi la CIA iniziò a concentrarsi su uccelli rapaci e corvi, sperando che potessero essere addestrati per missioni di "postazione" come far cadere un dispositivo di ascolto sul davanzale di una finestra e missioni fotografiche.

Il corvo Do Da è stato il candidato più promettente per questo tipo di missione. Ma durante una missione di addestramento, secondo quanto riferito, fu  attaccato dalla "solita coppia" di corvi - e non è stato più rivisto.

Successivamente, secondo quanto riferito, l'agenzia ha acquisito centinaia di piccioni, testandoli con telecamere collegate in varie aree intorno agli Stati Uniti per vedere se potevano essere addestrati su percorsi specifici. Il loro obiettivo finale erano i cantieri navali di Leningrado (oggi San Pietroburgo). Alcuni uccelli durante i test riuscirono a scattare foto perfette. La maggior parte di loro, tuttavia, volò via con le costose apparecchiature ancora attaccate. I documenti declassificati, tuttavia, non rivelano se fu tentata l'operazione di Leningrado.

Fra i vari uccelli nel programma di addestramento allo spionaggio segreto furono “arruolati” anche i gatti, per essere adoperati come possibili "veicoli di sorveglianza audio". Secondo i documenti furono fatti anche test su cani con impianti cerebrali elettrici per controllarli a distanza.

Lo sforzo maggiore però si concentrò sull'addestramento dei "delfini da combattimento" per essere usati come potenziali sabotatori per dissuadere l'Unione Sovietica a creare una flotta di sottomarini nucleari. In particolare, questi animali si sarebbero dovuti intrufolare nei porti sovietici, depositando boe acustiche o unità di rilevamento missili, o addirittura nuotando accanto a navi sottomarine per raccogliere dati acustici.

Secondo i documenti della CIA, nessuno di questi programmi ha mai avuto successo.

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Tags:
USA, Unione Sovietica, CIA
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