09:24 21 Novembre 2019

Flotta russa insegue missili americani dall’oceano

CC BY 4.0 / Servizio Stampa del distretto militare orientale russo
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Inseguimento missili balistici intercontinentali da parte di tutte le divisioni della flotta, registrazione test dei sistemi di difesa antimissilistica e accompagnamento dei lanci spaziali: le Missile Range Instrumentation Ship sono in grado di portare a termine queste missioni negli oceani.

60 anni fa, nell’agosto del 1959, nell’Estremo Oriente russo furono varate le prime imbarcazioni specializzate di questo tipo. Oggi in servizio ne è rimasta una sola, ma si prevede la costruzione di nuove. Sputnik vi parla delle prospettive di sviluppo di questa flotta speciale.

L’esperienza artica

Nel 2016 fu reso noto l’avvio della costruzione della nuova Missile Range Instrumentation Ship del progetto 18290: l’Ufficio centrale di progettazione Aysberg pubblicò il rapporto sulla sottoscrizione del contratto con il Centro di Ricerca Statale di Krylov (FGUP) che regolamenta la preparazione della proposta tecnica per la creazione di un sistema di azionamento elettrico delle eliche.

In seguito l’Ufficio Aysberg comunicò che la bozza di progetto era stata conclusa e presentata. Nell’ambito di questo progetto sono state formulate più di 20 task tecniche e siglati altrettanti contratti con varie organizzazioni.

Nell’ottobre del 2015 si giunse alla definizione finale delle caratteristiche tecniche dell’imbarcazione. I dettagli non sono ancora disponibili, ma si sa che della progettazione fu incaricato proprio l’Ufficio Aysberg.

La Aysberg è specializzata nella progettazione di potenti rompighiaccio artiche, navi ausiliarie, navi da trasporto su ghiaccio. Dunque, la nuova Instrumentation Ship potrà anche essere impiegata nell’area artica.

 

Oggi la Flotta militare russa dispone di una sola nave di questa tipologia, la Marshal Krylov del progetto 1914.1 che è entrata in servizio nel 1990. La nave è basata nel Pacifico, nella Baia Krashennikova. La nave può comunque portare a termine missioni in qualsiasi punto degli oceani.

Un maresciallo oceanico

La Marshal Krylov fu messa a punto per rendere possibili i test e la creazione di nuovi modelli di sistemi missilistici spaziali, nonché la ricerca, il salvataggio e la messa in sicurezza di equipaggi di navicelle spaziali finiti in mare, l’individuazione di navi, sommergibili e aerei. La nave conduce ricerche oceanografiche e idrologiche e trasmette ogni tipologia di informazione raccolta.

Alcuni anni fa la Marshal Krylov è stata sottoposta a un importante ammodernamento. La nave è stata dotata di una centrale per la comunicazione satellitare volta alla raccolta e alla trasmissione di dati telemetrici in fase di lanci spaziali. Inoltre, sono stati perfezionati i sistemi di misurazione ed è stato installato sulla poppa un nuovo sistema di antenne. Naturalmente hanno rinnovato anche i motori, la strumentazione tecnica, hanno migliorato le condizioni di soggiorno per l’equipaggio. La nave che ha una stazza di 23.700 tonnellate viene gestita da circa 350 persone.

Una delle operazioni più note della Marshal Krylov è la missione spaziale Europe-America 500 del 1992 e che celebrò il cinquecentenario dalla scoperta dell’America. La navicella spaziale lanciata dalla Russia doveva portare negli USA un carico umanitario, principalmente souvenir. Il missile vettore fu lanciato dal cosmodromo di Plesetsk e mandò con successo in orbita il satellite Resurs 500. Per motivi di sicurezza la navicella (o meglio, la capsula dal diametro di circa 2 metri) non fu fatta atterrare, ma venne dirottata nell’Oceano Pacifico dove ammarò a 190 km dalla costa occidentale degli USA.

© Sputnik . Vitaliy Ankov
La Marshal Krylov

 

L’unicità di questa missione, nonostante in suo carattere umanitario, risiedeva non solamente nel fatto che i costruttori russi avessero dimostrato nella pratica la possibilità di inviare merci negli USA con un missile. Anche l’equipaggio della Marshal Krylov dimostrò l’estrema efficacia della strumentazione. Grazie al sistema di mezzi di ricerca i marinai riuscirono a determinare con precisione il luogo di ammaraggio della capsula che recuperarono e consegnarono poi a Seattle.

In seguito la Marshal Krylov effettuò operazioni di controllo sul volo di unità di combattimenti di missili balistici intercontinentali fra cui Topol e Bulava. Oggi la nave compie missioni volte a garantire il corretto lancio di navicelle spaziali, missili balistici e da crociera, segue il lancio di missili vettori dal cosmodromo Vostochny nella Regione dell’Amur.

Una copertura affidabile

La Marshal Krylov è una delle due navi appositamente messe a punto per seguire navicelle spaziali e missili intercontinentali. In passato queste funzioni erano svolte da navi speciali costruite a partire da navi da trasporto.

Le prime Instrumentation Ship furono costruite alla fine degli anni ’50. A proporre di costruire tali navi fu Sergey Korolev: infatti, per l’inseguimento dei missili sempre più moderni non erano più sufficienti i poligoni terrestri.

Nel 1959 nell’Estremo Oriente russo venne creato un gruppo di navi chiamato Spedizione idrogeografica del Pacifico. In una prima fase il gruppo comprendeva 4 imbarcazioni: Sibir, Sakhalin, Suchan e Chukotka. Queste navi estremamente segretate furono equipaggiate con la strumentazione più all’avanguardia per il tempo. Le centrali telemetriche e radar terrestri vennero adattate e posizionate nelle stive di queste navi.

I media non parlarono di queste imbarcazioni. Non sapevano quale fosse la loro destinazione d’uso né oltreoceano né gli equipaggi stessi: tutto fu chiaro solo una volta a bordo. Ufficialmente si trattava di imbarcazioni per spedizioni oceanografiche.

Sarmat
© Sputnik . Ministero della Difesa russo
Dopo circa 4 anni le navi non riuscivano più a tenere il passo con il crescente volume di missioni. Allora si decise di ripristinare due navi da carico, la Chazhma e la Chumikan. Vennero equipaggiate con strumentazione radar ancora più potente: rispetto alle loro precedenti versioni potevano essere distinte perché all’esterno troneggiava una centrale di antenne di forma sferica.

Le Instrumentation Ship seguivano i voli anche di navicelle spaziali americane, raccoglievano informazioni in seguito a esplosioni nucleari in quota. Un’altra importante missione riguardava il controllo sui test dei sistemi di difesa antimissilistica degli USA. La strumentazione delle navi seguiva i missili americani nelle fasi conclusive della loro traiettoria.

Negli anni ’90 dopo il crollo dell’URSS sette delle otto Instrumentation Ship furono vendute all’estero oppure vennero fatte a pezzi per ricavarne del metallo. In servizio rimase solamente la Marshal Krylov.

Gli esperti convengono sul fatto che queste imbarcazioni siano estremamente importanti per la flotta russa. In futuro, infatti, andranno testati moltissimi nuovi missili, compresi quelli supersonici e il sistema intercontinentale Sarmat. Nemmeno gli americani intendono interrompere i lavori per la messa a punto di nuove armi missilistiche. Dunque, nuove Instrumentation Ship saranno molto utili.

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