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07:39 22 Settembre 2019
Recep Tayyip Erdogan

Siria, Erdogan: "Usa crei safe zone o agiremo in modo unilaterale"

© Sputnik . Aleksei Filippov
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Il presidente turco è insoddisfatto delle promesse Usa sulla zona di sicurezza nel nord est della Siria e minaccia di fare di testa sua.

“Gli sforzi americani nella stabilizzazione della safe zone nel nord est della Siria non sono all'altezza delle aspettative di Ankara”, ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

“Abbiamo discusso con Trump riguardo ad una zona di più di 30 chilometri, lungo i nostri confini con la Siria. I nostri militari stanno discutendo con i loro colleghi americani. I nostri e i loro elicotteri operano insieme. Ma questo non è abbastanza. Ci attendiamo ulteriori azioni da parte degli Usa contro i terroristi nella zona di sicurezza ma non abbiamo ancora visto i risultati che ci aspettavamo. Quasi certamente mi incontrerò con Trump all'Assemblea generale dell'Onu dove avremo modo di discutere ancora di questi problemi”, ha comunicato Erdogan alla stampa.

La dichiarazione arriva subito dopo quella del portavoce presidenziale, Ibrahim Kalin, secondo cui Ankara avrebbe agito in modo unilaterale nel nord della Siria, nel caso gli Usa non fossero riusciti a rispettare l'impegno.

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, l'11 settembre scorso aveva accusato gli Usa di rimandare i colloqui per la creazione di una zona di sicurezza concordata, affermando che Washington si stesse tirando fuori dall'accordo. Allo stesso tempo Erdogan ha anche accusato gli Usa di voler bloccare la creazione della safe zone, avvertendo che la Turchia avrebbe agito per conto suo se gli Usa non avessero definito le tappe per la creazione della zona entro la fine di settembre.

Assad contro l'accordo Usa-Turchia

Ad agosto, Usa e Turchia avevano cercato un accordo per creare una safe zone nel nord della Siria. Il governo siriano si era opposto all'accordo, etichettandolo come una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria al pari di una violazione della legge internazionale. Gli Usa al momento mantengono meno di mille soldati in Siria, impegnati nel combattimento contro le forze residue dei gruppi terroristi.

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