07:08 10 Dicembre 2019

Genitori bianchi denunciano clinica riproduzione assistita per bambina asiatica

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Genitori del New Jersey di razza caucasica hanno denunciato la clinica della fertilità che li aveva aiutati nella procreazione dopo aver notato che la loro bambina, avuta con fecondazione in vitro, aveva sviluppato "caratteristiche asiatiche".

Due anni dopo aver dato alla luce una bambina attraverso la fecondazione in vitro, la coppia del New Jersey si è resa conto che questa aveva "caratteristiche asiatiche" - e ora vogliono conoscere l'identità del padre biologico della piccola.

Anche se i genitori affermano di amare la figlia e che non cambierebbero nulla, stanno facendo causa all'Institute for Reproductive Medicine and Science del Saint Barnabas Medical Center, considerata, secondo l'avvocato della famiglia David Mazie, la clinica più pasticciona d’America.

I risultati del DNA hanno mostrato che c'era una probabilità dello 0% che l'uomo del Jersey fosse il padre biologico della bimba. Mazie afferma che una scoperta del genere è senza dubbio straziante per due persone che lottano per avere figli da sole.

"La adorano, è la loro bambina e non cambierebbero nulla da questo punto di vista, ma è stato devastante scoprire la verità", ha detto.

La coppia ha finito per divorziare, citando la clinica e chiedendo un risarcimento finanziario dal centro medico, insieme ad un elenco di donatori di sperma per poter individuare il padre biologico. I genitori hanno intenzione di "scoprire la sua storia genetica e possibilmente informare quest’uomo che non ha idea di cosa sia successo”, dice l’avvocato Mazie nell'intervista rilasciata a News 4.

La clinica afferma che sta prendendo molto sul serio la questione e sta "esaminando a fondo il presunto incidente, che pare risalga al 2012."

La causa dei genitori arriva due mesi dopo che una coppia di New York aveva intentato una causa simile per aver avuto bambini altrui durante una fecondazione assistita in una clinica californiana. La suddetta coppia aveva dichiarato, durante la causa federale, di aver speso oltre 100 mila dollari per avere un figlio proprio e che la clinica avrebbe usato embrioni appartenenti ad altre coppie.

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