05:35 10 Dicembre 2019

Sicurezza, terrorismo e Iran: Netanyahu in Russia parla con Putin prima delle elezioni

© Sputnik . Sergey Guneev
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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è in Russia per incontrare il Presidente Vladimir Putin e il Governo prima delle elezioni in Israele. Voci di corridoio parlano di un Netanyahu che vorrebbe provare a trascinare Mosca nella lotta contro la "destabilizzazione" legata all'Iran.

Giovedì sera i due leader si sono incontrati nella città di villeggiatura russa di Sochi, nel Mar Nero. Ufficialmente, i colloqui sono stati delineati come una discussione sulle relazioni bilaterali e varie questioni di sicurezza - terrorismo internazionale e situazione in Siria. Putin ha affermato che sia la Russia che Israele sono "ben consapevoli" di cosa sia il terrorismo e ha affermato che la cooperazione è particolarmente importante per combatterlo.

Netanyahu, da parte sua, ha puntato la questione sull'Iran, affermando che Tel Aviv "non tollererà le minacce di Teheran", accusando ancora una volta l’Iran di usare il territorio siriano per scatenare "aggressioni" contro Israele. Il Primo Ministro israeliano vorrebbe che Mosca condividesse tale posizione e alla fine vedesse la presenza iraniana estirpata dalla Siria, ha suggerito il portavoce di Netanyahu Evan Gary Cohen.

“Penso che la presenza iraniana in Siria sia qualcosa che sia russi che israeliani vorrebbero porre fine. E’ qualcosa che entrambi desiderano", ha detto Cohen in un'intervista.

Questa opinione tuttavia sembra essere in netto contrasto con quella di Mosca, che è sempre stata impegnata nella cooperazione militare ed economica con Teheran, mentre ripetutamente ha criticato i tentativi di dipingere l'Iran come l'unica fonte di problemi in Medio Oriente. La Russia ha più volte condannato gli attacchi israeliani contro presunti obiettivi "iraniani collegati" in Siria. Uno di questi raid aveva comportato persino la perdita di un aereo da ricognizione russo e la morte di tutti e 15 i passeggeri a bordo, dopo essere stato accidentalmente abbattuto dalle difese aeree siriane per essere stato scambiato con un bombardiere israeliano.

Parlando con i giornalisti giovedì, sia Putin che Netanyahu hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra le forze armate dei due Paesi, necessaria per prevenire eventuali incursioni tra di loro e per combattere il terrorismo. In vista dell'incontro con Putin, il Primo Ministro israeliano - che è anche ministro della Difesa ad interim dopo le dimissioni di Avigdor Lieberman - ha incontrato il suo omologo russo Sergei Shoigu.

Netanyahu ha lodato la "connessione naturale" e un "ponte umano tra Israele e i paesi di lingua russa" e ha definito i colloqui con Shoigu "importanti". Ha, tuttavia, affermato che i militari israeliani devono mantenere la "libertà d'azione", che è essenziale per impedire all'Iran di radicarsi nella "nostra regione".

​Putin e Netanyahu hanno toccato un altro tema caldo: le imminenti elezioni parlamentari del 17 settembre in Israele. I critici del Primo Ministro israeliano hanno affermato che la visita di Netanyahu è stata una trovata pubblicitaria nel tentativo di assicurarsi la sua rielezione. Il portavoce di Netanyahu ha tuttavia negato con veemenza qualsiasi presunto legame tra le elezioni e i colloqui, insistendo sul fatto che si trattasse solo di sicurezza.

Putin ha affermato che Mosca segue da vicino le elezioni, poiché Israele ospita oltre 1,5 milioni di persone che provenivano dall'ex Unione Sovietica.

"Li abbiamo sempre considerati come nostra gente, li chiamiamo compatrioti", ha detto Putin che non ha voluto esprimere alcun supporto esplicito per Netanyahu, limitandosi ad augurare che "politici responsabili" possano guidare la Knesset, il Parlamento israeliano.

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