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07:57 22 Settembre 2019
Drone Altius-U

Il drone Altius-U: gli occhi e le orecchie della Russia nei combattimenti del futuro

© Foto: Russian Defence Ministry\Screenshot
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La Russia ha presentato il nuovo drone da combattimento Altius-U. A cosa servirà questo dispositivo? Riuscirà a trasportare armamenti? Come verrà usato nelle operazioni militari del futuro? È stato realizzato copiano il modello dell’RQ-4 Global Hawk americano?

Il Ministero russo della Difesa ha pubblicato un filmato del primo volo del nuovo aeromobile a pilotaggio remoto (APL) ad autonomia elevata Altius-U. In un comunicato del Ministero si sostiene che il volo sia durato 32 minuti a quota 800 m in regime totalmente automatico da uno degli aerodromi di prova. Tutti i sistemi del dispositivo hanno funzionato correttamente.

Quali sono le caratteristiche tecniche dell’Altius?

I lavori per la messa a punto dell’APL sperimentale ad autonomia elevata Altius-M cominciarono nel 2011. Il prototipo venne mostrato per la prima volta ai dirigenti del Paese nel 2014. Due anni dopo venne effettuato il primo volo sperimentale.

L’Altius-U, destinato a voli su grandissime distanze, è composto per la quasi totalità da materiali compositi, il che ha permesso di creare un dispositivo di circa 6 tonnellate di massa che fosse in grado di rimanere in quota fino a 48 ore.

Per ottenere queste caratteristiche è stata scelta un’apposita struttura che ricorda un aliante con una sottile ala allungabile, con una fusoliera aerodinamica e 2 motori diesel a risparmio energetico RED A03/V12 con turbocompressore e raffreddamento a liquido.

Caratteristiche principali del dispositivo:

  • Lunghezza: più di 11 m
  • Apertura alare: più di 28 m
  • Impennaggio: circa 6 m
  • Autonomia di volo: almeno 10.000 km
  • Quota di volo: fino a 25.000 m

Il dispositivo dispone di un moderno sistema di ricognizione integrato a un sistema di navigazione autonomo che permette di determinare per periodi prolungati e con elevata precisione la posizione del dispositivo senza disporre di punti di orientamento esterni o navigazione satellitare.

Questo permette all’Altius di effettuare voli precisi e lunghi su percorsi programmati in precedenza. Chiaramente, così come gli altri APL moderni, anche l’Altius viene guidato da un operatore a terra. Nel caso dell’Altius per la guida è possibile impiegare un sistema di comunicazione satellitare: ciò permette di utilizzare il dispositivo in aree della Terra anche molto lontane.

Circa la strumentazione di ricognizione del drone al momento è noto che include un sistema radar per l’osservazione della superficie terrestre e un sistema ottico-elettrico per l’ottenimento di dati visivi in diverse gamme, in particolare quella della luce visibile e quella degli infrarossi. Inoltre, sul dispositivo verrà installato un sistema di ricognizione radio in grado di raccogliere dati relativi ai radar attivi. Ovviamente, tutti questi sistemi dovranno essere digitali e le informazioni da essi raccolte potranno essere trasmesse al centro di controllo a terra in tempo reale sfruttando una linea di comunicazione protetta.

L’Altius ha copiato l’RQ-4 Global Hawk?

Si ritiene che l’Altius sia molto simile per destinazione d’uso e per struttura al dispositivo di ricognizione strategica RQ-4 Global Hawk in funzione già da più di 20 anni. Va detto che in questo caso la somiglianza esterna è dettata non tanto da un plagio, quanto piuttosto dall’utilizzo di un approccio universale nella creazione dei droni. Infatti, il drone russo ha numerose caratteristiche simili ai suoi analoghi europei e cinesi.

L’americano Global Hawk è un dispositivo molto più grande con un’autonomia di volo inferiore, ma molto più veloce e con un raggio d’azione maggiore. Si pensa che entrambi i dispositivi siano destinati alla risoluzione di missioni complesse e trasportino strumentazione di ricognizione e comunicazione piuttosto simili. Chiaramente, alcune decine di RQ-4 vengono utilizzate dagli USA e dai loro alleati più stretti già da alcuni anni: questo ha permesso di utilizzare anche in combattimento questo APL. È, dunque, ovvio che l’RQ-4 sia stato studiato in fase di messa a punto dell’Altius.

La triade dei droni russi

Nella storia contemporanea dell’Aviazione militare russa sono tre i programmi principali di grandi droni pensati per l’aviazione: l’Altius, l’Inokhodets e l’Okhotnik-B.

L’Inokhodets è destinato a operazioni di ricognizione tattica e di identificazione dell’obiettivo. L’Okhotnik-B è un aeromobile stealth a pilotaggio remoto d’assalto che può portare a termine missioni volte alla distruzione degli obiettivi identificati.

Quanto all’Altius, la stampa ha sostenuto che questo drone verrà armato in modo tale da portare a termine attacchi ad elevata precisione. Ma non penso sia così. Le caratteristiche tecniche del nuovo APL russo non gli permetteranno di trasportare armamenti importanti. E operare con “comuni” tipologie di armamenti significherebbe perdere tempo e rischiare di perdere costose apparecchiature. La missione dell’Altius è monitorare aree molto lontane per lassi di tempo prolungati. E questo è estremamente importante.

Infatti, quando vengono effettuate operazioni aree militari oggi è necessario creare una mappa digitale univoca dell’area interessata che può mutare in tempo reale grazie all’accesso alla mappa da parte di vari utenti (divisioni dell’esercito, truppe missilistiche, aviazione, equipaggi di velivoli, navi o carri armati). Dal punto di vista tecnico la creazione di un sistema simile è già da tempo possibile e si rivela indispensabile alla luce del passaggio a operazioni militari dense di informazioni e dati. Gli occhi e le orecchie di questa struttura saranno proprio gli aeromobili a pilotaggio remoto da ricognizione come l’Altius.

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Drone, USA, Difesa, Armi, Russia
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