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22:43 20 Settembre 2019
Bandiera Israele

"Annessione Valle del Giordano pianificata da tempo da Netanyahu" - esperto palestinese

© AFP 2019 / Jalaa Marey
Mondo
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Il premier israeliano ha promesso l'annessione della Valle del Giordano in caso di vittoria alle elezioni. Secondo un esperto palestinese si tratterebbe di una mossa pianificata da tempo.

In vista delle imminenti elezioni politiche del 17 settembre, Benjamin Netanyahu ha promesso ai suoi elettori l'annessione "della Valle del Giordano e della zona nord del Mar Morto".

La reazione, che ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo, potrebbe essere "un grande piano elaborato in anticipo", come ha raccontato Said Basharat, esperto palestinese per gli affari israeliani.

"Le dichiarazioni di Netanyahu non sono soltanto una parte della sua campagna elettorale", ha esordito Basharat, sostenendo che in realtà si tratterebbe di "un vasto piano elaborato da tempo da Netanyahu in accordo con i movimenti di destra che abitano le colonie [israeliane in Cisgiordania, ndr]", ha continuato l'esperto.

In questo senso Basharat si è ricollegato alle recenti visite del primo ministro israeliano in Cisgiordania, alla Tomba dei Patriarchi a Hebron, che secondo lui sarebbero state un segnale per le popolazioni delle colonie di un'annessione imminente.

"Si tratta di precedenti atti a mostrare ai movimenti dei coloni che la riva destra [del Giordano, ndr] è il prossimo obiettivo da annettere per Israele", ha affermato.

L'esperto si è poi soffermato sull'immenso valore strategico della Valle del Giordano, che qualora annessa permetterebbe di tenere sotto controllo in maniera molto più agevole ben tre confini: con l'Iraq, con la Giordania e soprattutto con la Siria.

"Si tratta della prima linea difensiva israeliana in caso di attacco lanciato dalla Siria o dall'Iraq", ha concluso Said Basharat.

Dure reazioni di Turchia, Giordania e Lega Araba

L'annuncio fatto da Netanyahu ha creato grande scompiglio nel mondo musulmano, suscitando la dura reazione della Turchia, della Giordania, ma anche della Lega Araba.

Per il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu "la promessa di Netanyahu, che invia messaggi elettorali illegali, illegali ed aggressivi, è quella di uno stato razzista, con l'apartheid".

Secondo Ayman Safadi, ministro degli Esteri giordano, l'eventuale annessione avrebbe come unico risultato quello di spingere "l'intera regione verso la violenza".

Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha infine definito le parole del premier Netanyahu come l'annuncio dell'intenzione di "violare il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e le relative risoluzioni della legittimità internazionale".

Nella ore successive al proclama di Netanyahu sono seguiti nuovi attacchi con dei missili balistici a corto raggio da parte di Hamas sulle posizioni israeliane, cui ha fatto seguito la reazione di Tel Aviv che ha annunciato di aver colpito 15 obiettivi sensibili e due posti di blocco dell'organizzazione palestinese.

 

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