06:48 10 Dicembre 2019
Il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping

Trump rinvia i dazi di 15 giorni per l'anniversario della Cina

© REUTERS / Carlos Barria
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Ad annunciarlo su Twitter è lo stesso Trump, che ha spiegato come la richiesta sia pervenuta direttamente dal vicepremier cinese.

Il Tycoon non fa dunque marcia indietro sull'aumento delle tariffe per i prodotti cinesi, annunciato lo scorso 24 agosto, ma concede al gigante asiatico qualche giorno in più, fino al 15 ottobre, con un gesto distensivo che occorre in una data altamente simbolica per gli Stati Uniti come l'11 settembre.

A pesare sulla decisione di Trump sarebbe stata la richiesta del vicepremier di Pechino, Liu He, che avrebbe espresso direttamente al numero uno della Casa Bianca la sua volontà di riprendere i negoziati tra i due Paesi.

"Su richiesta del vicepremier cinese, Liu He, e per il fatto che la Repubblica Popolare Cinese celebrerà il suo 70° anniversario il primo ottobre, abbiamo concordato, come gesto di buona volontà, di spostare l'aumento delle tariffe dal 25% al 30% su 250 miliardi di dollari di merce cinese dal primo ottobre al 15 ottobre", ha twittato Trump.

Si attende ora di sapere quando esattamente le parti torneranno a vedersi per discutere di un'eventuale 'pace commerciale', con un primo incontro che potrebbe già essere in programma a Washington nel corso delle prossime settimane.

Distensione anche da parte di Pechino

Sempre sul fronte dazi si registra un parziale 'cessate il fuoco' anche da parte cinese, con fonti interne al governo di Pechino che nella giornata di ieri hanno comunicato una lista di 16 prodotti americani che saranno esentati dall'aumento delle tariffe.

Si tratta di una mossa fondamentale per il colosso asiatico, dopo le previsioni di moltissimi economisti che avevano parlato di un probabile rallentamento della crescita del Paese causata proprio dalle tensioni commerciali con gli USA.

La guerra sui dazi tra Pechino e Washington

L'annuncio di fine agosto fatto da Trump circa l'aumento dei dazi dal 25% al 30% su un gran numero di prodotti cinesi ha portato ad una grave escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

La risposta cinese non si è però fatta attendere, con Pechino che ha adottato a sua volta delle controtariffe su diversi prodotti americani, mandando letteralmente nel panico i mercati americani.

La successiva svalutazione dello Yuan fino al minimo storico ha contribuito ulteriormente a rendere incandescenti i rapporti, con il Dipartimento del Tesoro USA che ha accusato la Cina di manipolare la propria moneta e ha minacciato di richiedere l'intervento del FMI.

La guerra dei dazi fra le due grandi potenze mondiali sta causando instabilità economico-finanziaria sui mercati mondiali e trascinando l'economia internazionale verso la crisi. 

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