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22:17 20 Settembre 2019
Tifone Goni

Il Giappone conta i danni di Faxai, il tifone più potente dell’uragano Dorian

© REUTERS / NASA/Goddard's MODIS Rapid Response Team
Mondo
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L’uragano Dorian, che aveva scaricato la gran parte della sua furia distruttiva sulle Bahamas, ha raggiunto il continente declassato a categoria 2. Al contrario il tifone Faxai che si è abbattuto nei giorni scorsi sul Giappone, ha colpito la capitale Tokyo alla sua massima potenza con venti oltre i 200 km/h, corrispondenti ad un categoria 3.

L’uragano Dorian aveva raggiunto la categoria 5, la massima con venti superiori ai 250 km/h, ma poi aveva scaricato gran parte della sua energia distruttiva sulle sventurate Bahamas ed era arrivato sul continente americano declassato a categoria 2. Il tifone Faxai ha invece colpito il Giappone ed investito la capitale Tokyo lunedì scorso al massimo della sua forza ad un livello corrispondente ad una categoria 3 abbondante secondo la scala Saffir-Simpson.

La buona abitudine giapponese di difendersi dall’estrema sismicità dell’arcipelago e dal pericolo tsunami costruendo con tutte le massime precauzioni ha limitato i danni che, con venti a quelle velocità, sarebbero stati altrimenti ingenti.

Tuttavia questo tifone proveniente dal cuore dell’oceano Pacifico ha creato non pochi problemi. La Tokyo Electric Power (TEPCO, la stessa che gestisce anche la centrale di Fukushima) è stata costretta oggi, mercoledì 11 settembre, ad ammettere che non sarà in grado di ripristinare completamente il funzionamento della rete elettrica e che molte abitazioni rimarranno senza corrente ancora per qualche giorno. I media locali intanto comunicano la morte di almeno due persone.

Il tifone Faxai ha colpito la capitale e le regioni circostanti con venti distruttivi fino a 216 chilometri all'ora nelle prime ore di lunedì, causando almeno un decesso immediato, seri danni, caos, interruzioni nei trasporti, sopratutto aerei e interruzioni di corrente in molte regioni compresa la capitale.

L'emittente nazionale NHK ha affermato che subito dopo il passaggio del tifone le temperature si sarebbero innalzate bruscamente. Si sarebbe trattato di un vero e proprio ‘colpo di calore’ con un improvviso innalzamento della temperatura di circa venti gradi in pochi minuti fino a superare i 35° C. Lo sbalzo, combinato alla mancanza di energia elettrica per far funzionare condizionatori, frigoriferi e apparecchiature mediche, avrebbe provocato parecchi disagi a bambini ed anziani con anche almeno un decesso registrato tra questi ultimi.

La Tokyo Electric, il più grande fornitore di energia del Giappone, ha detto che i piani per ripristinare l'energia elettrica in tutte le case entro mercoledì sono stati ritardati perché le riparazioni richiedevano più tempo del previsto e il lavoro era stato bloccato dai successivi temporali.

"Ci sono molti più danni di quanto ci aspettassimo, quindi ci vorrà fino a venerdì o più tardi per ripristinare la distribuzione di energia per tutti gli utenti", ha detto un funzionario TEPCO a una conferenza stampa, aggiungendo che circa 400.000 case sono ancora senza energia.

Si conta che addirittura 860.000 famiglie siano rimaste senza energia l’intero lunedì, dopo che la tempesta si è scatenata.

Tifoni, uragani, cicloni

Con i termini ‘tifone’ e ‘uragano’ si intende la stessa cosa, cioè un ciclone. Il termine tifone (typhoon) si usa per indicare i cicloni che si formano nell’oceano Pacifico e si scagliano poi in Asia, il termine uragano invece (hurricane, da hurican o huracan, termine di origine caraibica che significa ‘Dio del male’) indica quei cicloni che si sviluppano prevalentemente nell’oceano Atlantico (ma anche Pacifico) e che si scagliano poi sul continente americano.

I cicloni a loro volta non sono altro che un complesso di fenomeni atmosferici determinati dalle alte temperature equatoriali delle acque che salgono mentre le correnti fredde in arrivo dall’alto invece scendono. (L'aria calda è leggera e sale, quella fredda è pesante e quindi scende). Questo incontro crea i tipici vortici a spirale dei cicloni tropicali che poi si spostano accumulando ulteriore energia fintanto che sono sopra l’oceano. Al contatto con la terra l’energia viene scaricata. Il fenomeno è più frequente a fine estate nell’emisfero boreale, quando i mari sono ancora molto caldi mentre dall’atmosfera arrivano già i primi venti freddi che preannunciano l'autunno.

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