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22:15 20 Settembre 2019
Lavoratori nordcoreani in Russia

Nessun bracciante nordcoreano in Russia entro fine anno - ambasciatore russo a Pyongyang

© AP Photo / Ahn Young-joon, POOL
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Ai fini dell’applicazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, entro il 22 dicembre 2019 in Russia non rimarrà alcun bracciante nordcoreano dei circa 10.000 oggi presenti.

In un’intervista a Sputnik Aleksandr Matsegora, ambasciatore russo in Corea del Nord, ha parlato di questa risoluzione e dei progetti russi per la fornitura di aiuti umanitari alla Corea del Nord e delle continue ritrosie manifestate dell’Occidente nel mitigare le sanzioni contro Pyongyang anche quando si tratta di aiuti umanitari.

- Erano in previsione contatti fra le due Coree in occasione del Forum Economico Orientale? Saranno possibili in futuro incontri trilaterali Russia-Corea del Nord-Repubblica di Corea a livello ministeriale?

- Nell’ambito del Forum non si sono tenuti incontri ufficiali a livello trilaterale. Non ho dubbi che in futuro eventi di questo genere saranno necessari considerata la portata dei nostri progetti congiunti nei settori energetico, dei trasporti e del gas.

- Si prevede una mitigazione delle sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU nei confronti di Pyongyang? La Russia intende presentare iniziative al Consiglio di Sicurezza?

- La mitigazione e la successiva rimozione delle limitazioni è prevista dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La Corea del Nord ha fatto grandi passi in avanti per ridurre il clima di tensione nella penisola. Per questo, aveva tutto il diritto di aspettarsi un riavvicinamento. La parte russa ha espresso il proprio sostegno al modello di sviluppo volto alla risoluzione della questione nucleare. Purtroppo, gli USA e i loro alleati occidentali continuano a partire dal presupposto che le pressioni sulla repubblica debbano continuare, quindi bloccano qualunque tentativo di mitigare le sanzioni. Anche quando si tratta della fornitura di merci vitali per i civili nordcoreani. Questi sono approcci errati perché non portano ai risultati che vuole raggiungere Washington. Infatti, siamo di fronte a politiche che puniscono i nordcoreani in maniera indiscriminata.

- Ai sensi della risoluzione del Consiglio di Sicurezza, i braccianti nordcoreani all’estero dovranno cessare la propria attività lavorativa entro il 22 dicembre di quest’anno. Quanti braccianti nordcoreani sono al lavoro al momento in Russia? Sono in fase di sviluppo alternative che permettano a questi braccianti di rimanere più a lungo nella Federazione Russa?

- Al momento il numero di cittadini nordcoreani che soggiornano in Russia con visti lavorativi si è ridotto considerevolmente. Non dispongo di cifre esatte, ma si parla di meno di 10.000 unità. Dopo il 22 dicembre non rimarrà più alcun nordcoreano a lavorare in Russia. La Russia è un membro responsabile della comunità internazionale e attua in maniera rigorosa le richieste del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

- Sebbene sul progetto congiunto Hasan-Rajin siano state rimosse le sanzioni dell’ONU, negli ultimi anni la sua realizzazione è in fase di stallo. A cosa è dovuto questo? Cosa potrebbe dare nuovo impulso al progetto?

- La ragione principale è che gli americani perseguono letteralmente chiunque abbia contatti commerciali con Pyongyang. Dunque, a loro non interessa che per questo specifico progetto le sanzioni sono state rimosse. I conti vengono bloccati, le partecipazioni congelate, non è possibile portare avanti affari commerciali, viene chiuso l’accesso ai porti. Sono preoccupati i nostri minatori per i quali era in fase di creazione questo complesso di carico-scarico. Preoccupati sono anche gli acquirenti cinesi di carbone russo, i proprietari delle imbarcazioni, le banche, le società assicurative, ecc.

Credo che il progetto abbia bisogno di aiuti a livello governativo: sia per proteggere le parti coinvolte da persecuzioni illegittime da parte delle autorità americane sia per fornire stimoli finanziari grazie, tra l’altro, a speciali tariffe ferroviarie. Se non saranno intrapresi questi passi, il progetto volgerà al termine e gli investimenti saranno persi.

- La Russia invierà alla Corea del Nord nuovo cibo? Qual è la situazione alimentare del Paese al momento?

- La Russia fornisce regolarmente aiuti umanitari alla Corea del Nord in linea con le direttive del PAM e di altre organizzazioni internazionali. Al momento è al vaglio la questione degli aiuti bilaterali. La situazione alimentare nel Paese rimane complessa. L’anno scorso i raccolti sono stati sotto la media e quest’anno, secondo le nostre stime, il raccolto di grano sarà persino inferiore. Un grave colpo alle colture è stato inferto dalla terribile siccità “reale”, come la definiscono i coreani, alla quale è poi seguita una serie di tifoni che hanno allagato i terreni.

- Nelle ultime settimane la stampa sudcoreana ha pubblicato articoli sul fatto che apparentemente le navi nordcoreane nell’ultimo anno avrebbero frequentato più i porti russi che quelli cinesi. Allo stesso modo i media occidentali continuano a parlare del fatto che la Russia potrebbe rientrare fra i Paesi tramite cui la Corea del Nord tenta di aggirare le sanzioni dell’ONU in particolare per le forniture di energia e di carbone. Qual è la reale frequenza con cui le navi russe e nordcoreane frequentano i rispettivi porti? Si tratta di navi cargo? Cosa trasportano? Rappresentano una minaccia al mantenimento del regime di sanzioni?

- Rispondo citando le parole del professor Preobrazhensky: “Dio ve ne scampi, non leggete giornali sudcoreani prima di pranzo!”. Il numero di navi è difficile persino da confrontare: nel primo semestre di quest’anno il fatturato nordcoreano con la Cina si è attestato a 1250 milioni di dollari contro i 28 milioni di quello intrattenuto con la Russia. Probabilmente gli analisti dei media citati più sopra hanno calcolato il numero di pescherecci nordcoreani che hanno aspettato nelle insenature russe che passasse la tempesta. Si tratta di un problema importante, ma di altra natura. Per quanto riguarda invece le navi che battono bandiera russa, dall’inizio dell’anno non se n’è registrata alcuna nei porti coreani, ad esclusione della nave Syankhaylin-8 che a luglio è stata fermata e scortata a Wonsan dalla guardia costiera di frontiera della Corea del Nord.

L’accusa è che la Russia potrebbe rientrare fra quei Paesi tramite cui la Corea del Nord sta tentando di aggirare le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per le forniture di energia e carbone. Ma si tratta di un’accusa infondata: vi invito a leggere il Rapporto intermedio del Gruppo di esperti del Comitato sanzionatorio del Consiglio di Sicurezza dell’ONU 1718 dove potrete constatare che non vengono espresse accuse nei nostri confronti.

- Quanti turisti russi più o meno visitano la Corea del Nord come turisti? Tale numero potrebbe crescere e in che modo? Cosa consiglierebbe ai russi che visitano la Corea del Nord: cosa va visto assolutamente, cosa va evitato, come bisogna comportarsi? A Suo avviso sono fondati i timori diffusi riguardo alla sorveglianza, le infrastrutture poco sviluppate e le difficoltà legate alla logistica e ai visti?

- Tra il primo gennaio 2018 e il 30 aprile 2019, ovvero per un anno e 4 mesi, la Corea del Nord è stata visitata da 716 turisti russi. È un numero molto basso: si confronti che solamente nei primi 8 mesi di quest’anno la Corea del Nord è stata visitata da 60.000-70.000 turisti cinesi. La Corea del Nord dispone di un grande potenziale turistico: le sue bellezze naturali giustificano gli ingenti sforzi profusi nel settore delle infrastrutture, soprattutto negli ultimi anni. È in fase di costruzione la seconda (dopo Masikryong nella provincia del Kangwon) località sciistica del Paese, presso Yangdok (provincia del Pyongan Meridionale). Sulla penisola di Kalma che dà sul Mar del Giappone è in corso l’allestimento di un importante sito turistico con diversi hotel a 30 piani in grado di ospitare migliaia di turisti.

Le autorità nordcoreane sono estremamente interessate ad incrementare i flussi turistici tanto più che qui i russi si trovano molto bene. È storicamente accertato che i russi qui stanno bene. Inoltre, i russi di norma rispettano l’ideologia nordcoreana e osservano le poche e semplici regole del luogo: non fotografare i militari, non tentare di condurre propaganda religiosa o di altro tipo, avere rispetto degli oggetti e dei concetti sacri ai nordcoreani.

- Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha visitato la Russia a fine aprile. In qualità di ambasciatore russo in Corea del Nord Lei ha preso parte attiva alla preparazione e allo svolgimento della visita. Quale impressione si è fatto del leader nordcoreano parlandoci vis-à-vis? Per quale aspetto ha manifestato maggiore interesse durante il suo soggiorno in Russia, cosa gli è rimasto più impresso?

- Quando si incontra il leader nordcoreano, si percepisce un grande statista e una persona molto focalizzata e fermamente convinta delle proprie idee. In Russia si è interessato a tutto, ci osservava molto attentamente. Andare in Russia è uno degli ordini che gli sono stati dati dal padre. Questa è stata la prima cosa che disse Kim Jong-un una volta arrivato ad Hasan.

- Il braccio destro del presidente russo, Yury Ushakov, ha comunicato che Mosca ha invitato il leader nordcoreano a festeggiare il 75° Anniversario della Vittoria durante la Grande Guerra Patriottica. In che modo ha reagito Pyongyang all’invito? Sono in previsione a breve nuove visite reciproche tra alti funzionari russi e nordcoreani?

- I dirigenti nordcoreani al momento stanno esaminando l’invito fatto a Kim Jong-un per il 75° Anniversario della Vittoria durante la Grande Guerra Patriottica. C’è ancora tempo. Abbiamo in previsione alcune visite reciproche anche di alto livello.

- Nelle ultime settimane gli USA e la Corea del Sud hanno condotto addestramenti militari congiunti. In risposta la Corea del Nord ha lanciato alcuni missili. In che modo la parte russa considera le azioni di ambo le parti e la situazione della penisola nel suo complesso? V’è ancora spazio per il dialogo tra USA e Corea del Nord alla luce di tutto ciò?

- Invitiamo tutte le parti a evitare di intraprendere azioni che potrebbero inasprire la situazione già piuttosto complessa in cui versa la penisola coreana. Vorrei, inoltre, sottolineare che le azioni intraprese da Pyongyang non sono state altro che una reazione alle manovre congiunte di USA e Corea del Sud. Nelle dichiarazioni ufficiali i nordcoreani sottolineano con rammarico che questi “giochi” sono in contrasto con gli accordi raggiunti con USA e Corea del Sud circa la reciproca cessazione delle ostilità. Gli addestramenti, uno degli obiettivi dei quali è portare a termine la “normalizzazione della questione coreana”, non possono di certo essere definiti amichevoli.

- I media di stato nordcoreani in passato hanno scritto che dopo l’uscita degli USA dal Trattato INF nel caso di dispiegamento in territorio sudcoreano di missili statunitensi di medio raggio la Corea del Sud diventerebbe una piattaforma da cui infliggere un potenziale colpo ai Paesi vicini che si oppongono all’estensione dell’influenza americana nella regione, ovvero Russia e Cina. In che misura Lei è d’accordo con questa stima?

- Non è una domanda da fare a me. Mi occupo solamente delle relazioni tra Russia e Corea del Nord.

- Mosca sta esaminando la possibilità di fornire servizi di intermediazione alla luce della mancanza di sviluppi del dialogo tra USA e Corea del Nord? A Suo avviso, sarebbero possibili, ad esempio, un vertice Russia-USA-Corea del Nord o il ritorno a un formato a sei per la discussione della questione?

- Nel dialogo con gli USA ai nordcoreani non servono servizi di intermediazione, né russi né di altri. Quando arriverà il momento, Pyongyang e Washington si troveranno. Un’altra questione è il fatto che gli ultimi eventi segnalano un incremento delle tendenze negative: l’atmosfera si fa più cupa, le prospettive di ristabilire i contatti non sono più così rosee. Tuttavia, la situazione della penisola coreana, e di questo siamo stati testimoni più volte, si sviluppa in maniera imprevedibile. Non mi stupirei dopotutto se i negoziatori americani e nordcoreani si incontrassero già domani.

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Corea del Nord, Russia
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