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22:59 20 Settembre 2019

Politico bulgaro sulla presunta ingerenza russa: “acquisto degli F-16 non è un lavoro per gli Usa?”

© AFP 2019 / Boryana Katsarova
Mondo
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Il primo ministro della Bulgaria Boyko Borisov deve essere arrestato dopo le accuse di spionaggio per la Russia contro il presidente del partito “Russofili” Nikolai Malinov. Tale proposta è stata fatta dal capo dell’Alternativa per la Rinascita Bulgara Rumen Petkov.

“Queste persone, chiamate a deporre come testimoni, con un’allusione di accusa, non hanno accesso alle informazioni (segrete, ndr). ‘Lavorare a favore di uno stato straniero’, domani farò lo stesso appello, (...) lasciatelo arrestare”, ha detto il leader dell’Alternativa per la Rinascita Bulgara.

Petkov è tornato per un’altra volta sull'argomento dell'acquisto degli F-16, che in precedenza aveva criticato ripetutamente. Secondo lui, questo accordo può essere paragonato al lavoro a favore di un altro stato.
“In che altro modo si può definire quando 1.2 miliardi di dollari vengono spesi per aerei “invisibili”, nel senso che non è ancora stata costruita la fabbrica che li producesse. Non è forse questo lavorare per un altro stato?”, ha replicato Petkov.

Il cittadino russo Leonid Reshetnikov, al quale l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale bulgara attribuisce il tentativo di interferire nelle elezioni locali attraverso il movimento “Rusofili”, non ha l'opportunità di ricevere informazioni, ritiene Petkov.

“Prima di tutto, Reshetnikov è un pensionato e non ha possibilità, nè risorse per effettuare la raccolta delle informazioni. Non capisco, quale sia il ruolo di Reshetnikov in questo affare”, ha affermato il leader dell’Alternativa per la Rinascita Bulgara.

Petkov ha ricordato anche la visita di Hillary Clinton a Sofia nel ruolo di Segretario di Stato americano nel febbraio 2012, dopo la quale la Bulgaria ha annunciato la sospensione della costruzione della centrale nucleare di Belene.

Nel 2016 Wikileaks ha reso noto le conversazioni di Hillary Clinton con il suo inviato speciale in materia di questioni energetiche Richard Morningstar, in cui racconta del colloquio con Nikolay Mladenov, che era il ministro degli Esteri in quel periodo.

Volevo informarLa che poco tempo fa il ministro degli Esteri Mladenov mi ha chiamato e ha detto che la Bulgaria ha annunciato la sua decisione di annullare il progetto Belene con la Russia. E’ stato un importante argomento di discussione durante la tua visita a Sofia”, si legge nella lettera.

Lo stesso Mladenov, commentando la fuga di dati, ha ricordato che aveva semplicemente informato della decisione, che era già stata riferita alla Russia. Eppure, il suo consigliere Jacob Sullivan aveva risposto “non male come lavoro”.
Nel giugno 2014 Plamen Oresharski, in quel periodo capo del governo bulgaro, aveva annunciato la sospensione della realizzazione di South Stream fino al completamento delle consultazioni con la Commissione europea. L'annuncio era arrivato dopo una visita dei senatori statunitensi John McCain, Ron Johnson e Christopher Murphy, come avevano riportato i media bulgari.

Come ha raccontato Petkov, Borisov aveva precedentemente ammesso che i progetti erano stati abbandonati a causa delle pressioni da parte di Clinton. Tuttavia, va notato, che nel 2014, quando la Bulgaria ha sospeso la costruzione del South Stream, la Clinton non ricopriva più la carica di Segretario di Stato.

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