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22:11 20 Settembre 2019
Sole

Tempesta magnetica prevista dagli scienziati russi a fine mese

NASA Goddard Space Flight Center
Mondo
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Una tempesta magnetica della durata di tre giorni dovrebbe colpire il nostro pianeta alla fine di questo mese, secondo il laboratorio di astronomia solare dell’Accademia delle Scienze di Russia. I giorni a rischio dovrebbero essere il 27, 28 e 29 settembre.

Secondo il laboratorio, la tempesta solare inizierà il 27 settembre e terminerà il 29. Durante i primi due giorni, il disturbo della magnetosfera terrestre sarà più potente. Il livello previsto è il G2, secondo la speciale scala di 5 livelli che classifica la potenza delle tempeste solari e le loro conseguenze.

Una tempesta simile si era verificata tra fine agosto e inizio settembre ed era stata la seconda più forte tempesta megnetica dell’anno. In quella occasione negli Stati Uniti si era diffuso via social un ‘tam, tam’ secondo il quale, proprio in virtù delle particelle cariche provenienti dal Sole, si sarebbero potute osservare aurore boreali in Wisconsin, in Michigan e forse anche altri Stati federati USA anche più meridionali. Le aspettative in quell’occasione erano state però disattese.

​In effetti è vero che le aurore boreali sono determinate delle particelle cariche trasportate dai venti solari che impattano il nostro campo magnetico nei punti in cui la sua particolare geometria in coincidenza dei poli porta queste a trovarsi molto vicine alla superficie terrestre da noi osservabile, ma è anche vero che molto dipende anche dalla direzione in cui le esplosioni solari lanciano le particelle di direzione della Terra e la rotazione di questa. Calcolare tutto questo è molto complicato e si può solo ipotizzare un evento così sfuggente come l'aurora boreale che, appunto per questo, è anche così affascinante.

Nel 1989 una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec, causando un'aurora boreale visibile fino in Texas e tra il 28 agosto e il 2 settembre 1859 la Terra subì la più forte tempesta magnetica mai rilevata, chiamata l’evento Carrington, quando l’aurora boreale venne osservata addirittura ai Caraibi. Quell’evento con ogni probabilità oggi sarebbe stato classificato di categoria G5.

Le tempeste solari della categoria G2 possono causare aurore boreali ma non certo a latitudini così meridionali. Più probabile che, invece di romantici riflessi notturni nei cieli, avremo la possibilità di notare danni a sistemi energetici ed elettronici situati ad alte latitudini, conseguenze per dispositivi spaziali, interferenze radio, disturbi GPS, radar, spiaggiamento di sfortunati cetacei e qualche mal di testa per noi umani.

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