00:36 16 Novembre 2019
Profughi siriani

"UE inventa falsità sull'estradizione dei profughi siriani" - vicepres. Comitato per i lavoratori migranti ONU

© Sputnik . Dmitriy Vinogradov
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Il vicepresidente del Comitato per i lavoratori migranti ONU Can Ünver ha rispedito al mittente le accuse di Bruxelles, richiamando l'UE a tenere fede agli impegni presi sulla questione migrazione.

Le recenti affermazioni del presidente turco Recep Erdogan circa il fatto che "la Turchia sarà costretta ad aprire le porte dell'Europa ai profughi in caso di una mancata apertura di una zona di sicurezza in Siria" e le sue accuse di inadempienza ai trattati del 2016 sull'accoglienza rivolte verso l'UE hanno suscitato forti critiche da parte di Bruxelles.

Le autorità europee hanno imputato alla Turchia di voler attuare un'estradizione forzata dei profughi siriani.

La realtà dei fatti è però ben diversa, con Ankara in questo momento ospita e mantiene sul suo territorio quasi 4 milioni di siriani e non ha mai emesso decreti di espulsione verso cittadini della Siria.

Il Ministero degli Interni turco ha sottolineato che le misure paventate da Erdogan riguarderebbero esclusivamente i guerriglieri stranieri e che i cittadini siriani non in possesso del documento di registrazione presso Istanbul saranno invitati a ritornare delle città dove sono stati registrati.

Il vicepresidente del Comitato per i lavoratori migranti dell'Onu, Can Ünver, in un'intervista a Sputnik, ha sottolineato, commentando le dichiarazioni di Bruxelles, come l'UE finora non abbia tenuto fede a nessuno degli impegni presi al momento della firma degli accordi con la Turchia sull'accoglienza dei migranti .

"Nel 2011 si parlava di 100mila migranti che la Turchia avrebbe dovuto accogliere. Ma al momento attuale la Turchia si trova in una situazione tale da dover soddisfare le esigenze di circa 8 milioni di migranti che sono ospitati nei confini del Paese. Si tratta di una situazione inaccettabile e senza precedenti", ha commentato Ünver.

"Il nostro Paese, mosso da spirito umanitario, ha sostenuto e continua a sostenere delle enormi spese dovute all'accoglienza e al sostentamento dei migranti, prestando aiuto sia ai siriani che hanno chiesto il diritto di asilo sia a quelli che sfuggono alla guerra al di là dei confini turchi. Nel frattempo il mondo occidentale, ed in particolare l'UE, esprime solo a parole la sua soddisfazione per quanto fatto dalla Turchia, ma nei fatti non adempie a nessuno degli impegni presi rispetto alla situazione dei migranti", ha dichiarato.

Il vicepresidente del Comitato per i lavori migranti ONU, ricordando il recente incontro tra l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi e il vicepresidente turco Fuat Oktay, ha sottolineato:

"Durante l'incontro Grandi ha dispensato grandi elogi per la Turchia. Tuttavia allo stesso tempo si registra un sensibile calo del supporto alla Turchia da parte della comunità internazionale. Si tratta di qualcosa di molto strano. Per di più ora i rappresentanti di diverse organizzazioni lanciano accuse contro le autorità turche accusandole di una presunta estradizione dei migranti siriani. Tutto ciò non corrisponde minimamente alla realtà dei fatti".

Cosa accade realmente? "Innanzitutto stiamo parlando della legittima estradizione di criminali stranieri; in secondo luogo si tratterebbe di trasferire i migranti che si trovano illegalmente a Istanbul, essendo sprovvisti di registrazione, in quelle città della Turchia dove sono registrati ufficialmente. Non c'è nessuna estradizione forzata al di fuori dei confini turchi. Se si riuscirà a creare una zona di sicurezza, queste persone potranno tornare nella loro patria", ha spiegato Ünver.

Secondo Ünver le dichiarazioni di Erdogan non dovrebbero essere considerate come una minaccia:

"Si tratta piuttosto di un modo per ricordare all'UE che non sta mantenendo fede agli impegni presi. Inizialmente si era parlato di 6 miliardi di euro di fondi da destinare alla Turchia. Ad oggi il nostro Paese ha percepito appena 1.8 miliardi di euro, a fronte di una spesa sostenuta dalla Turchia per il sostenimento dei migranti non inferiore ai 40 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra enorme. Immagino che i motivi per un simile comportamento irresponsabile da parte di Bruxelles siano di natura politica. L'Europa dovrebbe riconsiderare le proprie posizioni".

Il politico turco ha poi sottolineato che l'Europa non può aprire da una parte una porta per poi chiuderla dall'altra:

"Il processo migratorio ha una sua ben precisa filosofia: le persone si spostano da un luogo all'altro per salvarsi la vita, per migliorarne le condizioni. Vogliono andare là dove gli saranno fornite determinate condizioni."

"Non si può costringere la Turchia a trattenere i profughi nel suo territorio perché questo è conveniente per i Paesi occidentali che non vogliono fare nessuno sforzo per partecipare alla risoluzione del problema. Un approccio simile contraddice in pieno i diritti basilari dell'uomo", ha concluso l'esperto. 

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