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07:45 13 Novembre 2019
Giovane ragazza in ufficio

Chi lavora in ufficio rischia di morire prima

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Una ricerca condotta in Norvegia ha messo in evidenza tutti i rischi a cui sono esposti quei soggetti che mantengono nel corso di molti anni uno stile di vita sedentario.

Al termine di una ricerca durata ben 22 anni, la Società Cardiologica Europea è riuscita a stabilire una correlazione scientifica tra il livello di attività fisica dell'uomo e la probabilità di morte a causa di malattie cardiovascolari.

A differenza di studi precedenti, nell'ambito delle quali ai soggetti monitorati veniva chiesto solo una volta di raccontare delle loro abitudini, in questo caso gli studiosi sono andati a controllare come le abitudini delle persone cambiavano negli anni, invitandole a participare a tre diversi sondaggi negli anni Ottanta, Novanta e Duemila.

A partecipare al progetto sono stati 23.146 abitanti della Norvegia di età superiore ai 20 anni, che hanno risposto a delle domande riguardanti la durata e la frequenza della propria attività fisica. Questa è stata in tal modo suddivisa in diverse categorie, a seconda del grado di intensità, da bassa (meno di due ore a settimana) a alta (oltre due ore a settimana).

In seguito questi dati sono stati confrontati con le informazioni circa la morte dei soggetti, tenendo in considerazione altri fattori tra i quali il sesso, l'età, l'indice di massa corporea e il livello della pressione sanguigna.

I risultati hanno mostrato che quelle persone inquadrate all'interno della categoria dei soggetti meno attivi dal punto di vista fisico vedevano aumentare di oltre il 200% il rischio di morte precoce con picchi del 270% per quanto riguarda i decessi causati da malattie cardiovascolari.

A sorprendere ancora di più gli esperti è stato il fatto che persino i pazienti che presentavano un livello di attività fisica media vedevano aumentare il rischio di morte precoce, con valori compresi tra il 60% e il 90%.

Gli autori della ricerca hanno sottolineato che esistono precise raccomandazioni da seguire per quanto concerne la quantità di esercizio fisico necessaria a dei soggetti adulti per migliorare il proprio livello di salute, calcolando in 150 minuti a settimana la quantità minima in caso di attività a bassa intensità e di 75 minuti in caso di intensità più elevate.

I ricercatori hanno inoltre ricordato che qualsivoglia attività fisica, benché minima, può portare benefici alla salute e hanno sottolineato che la loro ricerca potrebbe essere di aiuto ad un gran numero di cittadini di tutte le nazioni, specialmente in considerazione di tutti coloro che ogni giorno passano diverse ore sedute in un ufficio.

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