00:49 11 Dicembre 2019
Benjamin Netanyahu e Barack Obama

Amministrazione Obama spiava i militari israeliani

© AP Photo / Pablo Martinez Monsivais
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Da quando Israele è stato fondato nel 1948, gli Stati Uniti sono stati il ​​suo più stretto alleato. I rapporti tra i due, tuttavia, si sono deteriorati sotto l'amministrazione Obama, che condusse spionaggio sui falchi israeliani che stavano presumibilmente prendendo in considerazione una operazione militare contro l’Iran.

I satelliti spia statunitensi seguirono i movimenti militari israeliani vicino all'Iran in un momento in cui Benjamin Netanyahu era coinvolto in un'operazione dietro le quinte per spingere l'amministrazione Obama a condurre un attacco militare contro l'Iran, riferisce il New York Times Magazine.

L’attacco annullato

I satelliti americani videro Israele lanciare droni di sorveglianza dalle basi in Azerbaigian e farli volare oltre il confine iraniano, scattando immagini di siti nucleari iraniani e determinando se potessero essere individuati dalle difese aeree iraniane, secondo un pezzo del New York Times intitolato "The Secret History of the Push to Strike" Iran” e basato su interviste con funzionari americani, israeliani ed europei.

Nell'estate del 2012, i satelliti statunitensi rilevarono stormi di aerei israeliani che apparentemente si stavano preparando per un attacco contro l'Iran, che alla fine fu annullato.

Il timore che l'Iran, la nemesi d'Israele, potesse sviluppare armi nucleari è una preoccupazione di lunga data di Tel Aviv, nonostante l'Iran abbia negato le ambizioni di dotarsi di armi nucleari e insistendo sul fatto che il suo programma di energia atomica fosse destinato esclusivamente a scopi pacifici.

L'amministrazione Obama si è impegnata a impedire all'Iran di ottenere armi nucleari e nel 2015 ha negoziato il noto Piano d’Azione Congiunto Globale (PACG), che limitava la capacità e le scorte di uranio arricchito dell'Iran in cambio della revoca di severe sanzioni economiche.

L’indietreggiamento di Obama e di Netanyahu

Tuttavia, secondo il pezzo del New York Times, Netanyahu aveva in programma di effettuare un attacco preventivo contro l'Iran e voleva che gli Stati Uniti si unissero a lui. La Casa Bianca alla fine decise di non partecipare all’operazione e presumibilmente Israele decise di fare lo stesso in seguito alla decisione di Washington.

Alcuni funzionari intervistati dal New York Times hanno messo in dubbio i piani d'Israele di attaccare l'Iran da solo, ipotizzando addirittura che Netanyahu e il suo entourage non avessero mai voluto farlo.

Il primo ministro ha insistito sul fatto che la minaccia di un attacco preventivo "non fosse un bluff" e ha ammesso di aver annullato i piani solo perché non fu in grado di radunare la maggioranza dei ministri al suo fianco.

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