23:58 07 Dicembre 2019

Il mostro di Loch Ness potrebbe esistere per davvero

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La leggenda dalle origini antichissime vede nuove sviluppi alla luce di uno studio che ha previsto l'analisi di 500 milioni di sequenze di DNA trovate nel lago scozzese.

Gli scienziati credono che il cosìddetto “mostro di Loch Ness” potrebbe essere un’anguilla gigante. Sono le conclusioni fatte dopo approfonditi test del DNA nel lago scozzese, dal quale sono stati prelevati centinaia di campioni.

Come riporta il portale Metro, il team scientifico, guidato dal prof. Neil Gemmel della University of Otago in Nuova Zelanda, ha steso una lista dettagliata di tutte le creature che abitano le acque del lago, che lasciano frammenti di DNA attraverso la pelle, le squame, le piume, il pelo, le feci e l’urina. I ricercatori hanno prelevato 250 campioni di acqua e rintracciato 500 milioni di sequenze di DNA. E un tipo di DNA è stato individuato diverse volte nel lago, della profondità di 226 m.

In conferenza stampa il prof. Gemmel ha detto: “Nel Loch Ness abbiamo trovato una grande quantità di DNA di anguilla, ogni sito in cui ci recavamo aveva anguille. Il volume totale è stato piuttosto sorprendente. È possibile che ci sia un’anguilla gigante? Forse. Non sappiamo se si tratti del DNA di un’anguilla gigante o di molte anguille piccole. Normalmente questi animali crescono fino a 4 o 6 metri di lunghezza e le persone dicono di aver visto qualcosa di molto più grande di così”.

“I nostri dati non rivelano la grandezza, ma la quantità totale di materiale dice che non possiamo escludere la possibilità che ci siano anguille giganti a Loch Ness. Quindi non possiamo escludere la possibilità che quello che le persone vedono e credono sia il Mostro di Loch Ness sia un’anguilla gigante”, ha aggiunto il professore.

Il video realizzato nel 2007 da Gordon Holmes riportato di seguito, che mostra una figura a forma di siluro lunga 4 m nuotare nella superficie del lago, potrebbe supportare l’ipotesi di un’anguilla gigante, di un grande pesce o magari di un mammifero marino.

La leggenda di Loch Ness

La leggenda del mostro risale al 565 d.C., quando il monaco irlandese Columba di Iona avrebbe incontrato il mostro durante la sua missione per convertire le tribù dei Pitti al Cristianesimo. Il missionario avrebbe inoltre bandito il mostro dopo che questo avrebbe ucciso un membro della tribù e attaccato un discepolo.

Nel 1933 la leggenda attrasse l’attenzione di tutto il mondo dopo l’Inverness Courier ne riportò l’avvistamento.

Da allora sono stati riportati più di 1000 avvistamenti, ma non è mai stata presentata alcuna prova concreta dell’esistenza della creatura. Anche Hollywood ha voluto documentare la leggenda con un film nel 1996.

Una teoria popolare suggerisce che Nessie, il nome attribuito al mostro dal popolo, sia un plesiosauro, una specie estintasi circa 65 milioni di anni fa. Tuttavia il prof. Gemmel ha smentito tali ipotesi, spiegando che nei campioni studiati non c’era traccia di sequenze DNA relative a rettili.

La vicenda della creatura leggendaria che abiterebbe Loch Ness ha fruttato milioni all’economia scozzese, secondo il portale VisitScotland, per via delle centinaia di migliaia di visitatori che si recano lì ogni anno per cercare di avvistare il mostro. La cosiddetta “foto del chirurgo”, scattata nel 1934 da  Robert Kenneth Wilson, è risultata essere un falso.

La foto del chirurgo realizzata nel 1934 da Robert Kenneth Wilson e rivelatasi in seguito un falso.
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La "foto del chirurgo" realizzata nel 1934 da Robert Kenneth Wilson e rivelatasi in seguito un falso.
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