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21:00 22 Settembre 2019
Le proteste a Hong Kong

Hong Kong ritira la legge sull'estradizione, ma le proteste continuano

© REUTERS / Tyrone Siu
Mondo
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Carrie Lam ritira ufficialmente la proposta di legge sull'estradizione, congelata dopo aver provocato le rivolte degli ultimi mesi a Hong Kong. Ma le proteste non si fermano.

Dopo un gabinetto politico tenuto alle 16.00 ora locale, Carrie Lam, governatrice dell'ex colonia inglese, oggi regione Amministrativa Speciale della Cina, ha annunciato il ritiro formale della proposta di legge che avrebbe modificato le regole sull'estradizione, estendendola a paesi in cui non era prevista, come la Cina. 

La revoca del provvedimento, però non è stato sufficiente a soddisfare le richieste dei manifestanti e porre fine alle proteste di strada. Lo fanno sapere i leader della rivolta.  Il Fronte dei Diritti Umani e Civili, che si è espresso attraverso la voce di Bonnie Leung, ha fatto sapere che la rinuncia è solo una delle condizioni per porre fine ai disordini, poiché le rivendicazioni dei manifestanti sono aumentate. 

"È lo slogan che è risuonato nelle strade, come il 18 agosto quando 1,7 milioni di persone hanno scandito. 'Cinque richieste non meno'", ha dichiarato: le dimissioni della Lam, la creazione di una commissione indipendente per indagare sulle violenze politiche, la cancellazione delle accuse per i manifestanti, le riforme politiche e elezioni democratiche.

I frontisti lamentano la repressione delle forze dell'ordine, che avverrebbe anche con uso di armi. "Senza un'indagine indipendente, - dicono - la nostra società semplicemente non potrà andare avanti perché ciò che vediamo ora è la polizia che pesta indiscriminatamente le persone ogni giorno. Fanno uso eccessivo della forza, si servono di armi letali contro i manifestanti tutti i giorni".

Il leader delle proteste Joshua Wong avrebbe scritto una lettera a Angela Merkel, alla vigilia della sua partenza per Pechino, per metterla in guardia sul rischio ecalation e nel tentativo che possa affrontare il tema della situazione a Hong Hong durante il viaggio in Cina. "Ci troviamo di fronte ad un potere dittatoriale che non consente l'esercizio delle libertà individuali e ricorre a misure sempre più violente che vanno nella direzione di un nuovo massacro come quello compiuto in Piazza Tienanmen".

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