00:40 11 Dicembre 2019

Attori pro-Trump vittime di censura a Hollywood

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In America ha fatto molto discutere un'iniziativa dei due attori protagonisti della nota serie TV Will & Grace per mettere in cattiva luce le star che sostengono il presidente Trump.

Alcune figure dell'industria cinematografica americana potrebbero rischiare seriamente di restare senza lavoro nel prossimo futuro.

La causa non starebbe però in una parte mal recitata in un altro film, bensì nelle loro simpatie per il presidente Donald Trump.

Potrebbe sembrare uno scherzo ma non lo è, almeno stando a quanto pubblicato da Debra Messing ed Eric McCormack, protagonisti della popolare serie TV Will & Grace, sulla propria pagina Twitter.

I due attori, così sembrerebbe, hanno fatto richiesta per avere una lista dettagliata di colleghi invitati ad un evento di raccolta fondi, organizzato dall'amministrazione Trump, che si terrà a Beverly Hills tra alcuni giorni. 

McCormack è stato il primo a richiedere una lista "degli invitati" all'iniziativa, per rendersi conto di chi sono quei colleghi con cui è meglio "non lavorare". La Messing gli ha fatto eco, poco, dopo, twittando che il pubblico ha pieno diritto di sapere chi tra i volti di Hollywood sostiene apertamente Trump.

Ad alcuni la faccenda ha poi ricordato i pamphlet maccartisti, che circolavano negli Stati Uniti negli anni Cinquanta nel periodo di caccia alle streghe nei confronti dei comunisti, che riportavano la lista dei 150 industriali americani accusati di simpatie verso le posizioni della sinistra.

Le motivazioni dietro alla redazione di una vera e propria lista nera da parte dei due attori sembrerebbero però non essere tanto di natura politica, quanto personale.

Si ha, in altre parole, l'impressione di essere davanti a un tentativo di mettere in cattiva luce dei colleghi per il sostegno ad un presidente, Trump, che agli occhi dell'opinione pubblica americana (e non solo) non se la sta passando benissimo.

In America, infatti, l'aperto sostegno a questo o a quel candidato, anche tramite donazione in denaro, è una pratica piuttosto comune, come conferma anche un altro Tweet della Messing che, rispondendo alle critiche per l'iniziativa di mettere in una black list gli attori pro-Trump, si dice "orgogliosa di fare donazioni" e "contribuire ad una campagna politica" e anzi si pone delle domande sul perché "i sostenitori di Trump non dovrebbero esserlo".

La ragione potrebbe stare proprio nel fatto che, in questo particolare momento storico e con il rischio di finire in una 'black-list', coloro che sostengono il 'candidato sbagliato', cioè quello meno amato dall'opinione pubblica, si trovino costretti a dover tacere le proprie posizioni politiche per non giocarsi un'intera carriera.

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