05:12 06 Aprile 2020
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L'agenzia nazionale francese per il nucleare CEA, dopo decenni dalla nascita del progetto, l'ha chiuso perchè prematuro e troppo costoso.

Dopo un investimento di 730 milioni di euro (circa 803 milioni di dollari), la Francia ha deciso di chiudere il programma per il reattore nucleare di quarta generazione (generatore veloce di energia) a cui stava lavorando da più di un decennio.

Come riportato dal quotidiano francese, Le Monde la decisione di abbandonare il progetto ASTRID (Advanced Sodium Technological Reactor for Industrial Demonstration) sarebbe stata presa per i rischi che l'utilizzo del sodio può causare perchè in caso di perdite esplode, nonostante costituisca un vantaggio per il fatto che come elemento liquido di raffreddamento, al contrario dell'acqua, rimane nella sua forma naturale anche ad alte temperature.

Da Superphenix ad ASTRID, tra fuoruscite di sodio e proteste di ambientalisti

Il progetto ASTRID era sorto, su iniziativa della CEA, sulle ceneri del vecchio Superphenix di Creys-Melville (appena a 105 chilometri dal confine italiano). Superphenix smise di produrre energia elettrica nel 1996 e nel 1997 venne definitivamente chiuso. Dopo diversi tentativi di studio per il riutilizzo della centrale nucleare, nel 2010 venne approvato il programma per il prototipo ASTRID finito però in un nulla di fatto, dopo ingenti stanziamenti economici.

Il Superphenix, tra i motivi che avevano portato alla chiusura, era considerato "poco sicuro". Non mancarono infatti incodenti (almeno tre) tra gli anni '80 e '90 con fuoruscita di una consistente quantità di sodio liquido e argon. Già negli anni '70 gli ambientalisti e anti-nuclearisti francesi (ma anche con l'appoggio del movimento ambientalista internazionale) inscewnarono parecchie manifestazioni a Crey-Melville per chiederne la chiusura.

L'esplosione nella centrale nucleare di Monju in Giappone nel 1995

Proprio un caso del genere accadde nel 1995 nel prototipo della centrale nucleare di Monju, in Giappone. L'agenzia nucleare nazionale francese, (CEA) non ha avuto esitazioni nella decisione di bloccare ilcostosissimo progetto che alla fine avrebbe significato una spesa complessiva di 5 miliardi di euro.

Cosa sarà programmato in alternativa, l'agenzia francese ha rivelato che prenderà una decisione entro la fine dell'anno ma in ogni caso ha fatto sapere che l'attuale assetto industriale nucleare sarà buono ancora per i prossimi decenni. Gli unici due reattori del tipo “generatore veloce” (BN-600 e BN-800) sono operativi soltanto in Russia, al momento, nella centrale nucleare di Beloyarsk. Altre nazioni, come l'India e la Cina, stanno sperimentando progetti simili che sono però ancora in fase di studio.

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Tags:
nucleare, Francia
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