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14:02 13 Novembre 2019
Una coppia in Florida dopo l'uragano Matthew del 2016

In arrivo l'uragano Dorian - cosa rischia la Florida?

© AFP 2019 / Jewel SAMAD
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Stato di allerta dichiarato in tutte le contee mentre l'intera Florida si prepara a quello che potrebbe essere il più forte uragano a colpire la sua costa orientale negli untimi trent’anni.

Alla velocità di 105 miglia orarie, 170 km/h circa, Dorian è la tempesta più forte della stagione degli uragani nell'Atlantico finora. Secondo il meteorologo della CNN Brandon Miller se, come previsto, lunedì si scaglierà sulla costa come tempesta di categoria 4, con venti capaci di raggiungere le 130 miglia all'ora, superare cioè abbondantemente i 200 km/h, sarà l'uragano più forte a colpire la costa orientale della Florida dai tempi dell’uragano Andrew che, nel 1992, fece 65 vittime e causò danni per più di 26 miliardi di dollari.

Alla fine di giovedì, Dorian era una tempesta di categoria 2 ma la sua potenza è man mano cresciuta e si prevede che impatterà sulla costa lunedì dopo aver raggiunto categoria 4 della scala Saffir-Simpson.

La scala Saffir-Simpson

Ricordiamo che questo sistema suddivide nel seguente modo gli uragani secondo potenza e capacità distruttiva:

  • Categoria 1: Velocità tra i 120 e 150 Km/h – uragano minimo, danni limitati a barche, insegne, tetti, piccole inondazioni.
  • Categoria 2: Velocità tra i 150 e 180 Km/h – uragano moderato, danni ad alberi, strutture mobili, possibilità di danni a finestre, antenne, tetti, rottura ormeggi, inondazioni fino a 2 metri e mezzo.
  • Categoria 3: Velocità tra i 180 e 200 Km/h circa – uragano forte, grandi alberi abbattuti, danni di rilevanza alla abitazioni, inondazioni fino a 4 metri, necessaria l’evacuazione dei residenti.
  • Categoria 4: Velocità fino a 250 Km/h – uragano fortissimo, gravi danni agli edifici compresi tetto e muri portanti, alberi abbattuti, insegne divelte, inondazioni fino a 6 metri, necessaria evacuazione dei residenti anche nell’entroterra.
  • Categoria 5: Velocità oltre i 250 Km/h – uragano disastroso, danni gravissimi agli edifici che possono anche venire completamente abbattuti (se non in cemento armato), completa distruzione di tutte le strutture mobili, alberi, insegne, cartelli stradali, estese inondazioni nelle zone costiere fin’oltre i 6 metri di altezza.

Con il fresco ricordo dell’uragano Michael (America centrale, Cuba e USA ottobre 2018) gli abitanti della Florida stanno già correndo ai ripari. Il Governatore Ron DeSantis giovedì ha dichiarato lo stato di emergenza per tutte le 67 contee. Sono stati approntati 819.000 litri d'acqua e 1,8 milioni di pasti pronti per la distribuzione.

L'uragano Dorian

Dopo aver attraversato le Isole Vergini britanniche e statunitensi e aver scaricato considerevoli piogge su Puerto Rico mercoledì, Dorian si è spostato a nord-ovest nell'Atlantico giovedì notte e ora sta caricando la sua potenza grazie alle acque calde dell’oceano che si scontrano con l'aria invece fredda che scende dall'alta quota.

L'arrivo in Florida è previsto per lunedì mattina ma il suo percorso potrebbe anche venire deviato fino alla Georgia oppure rimanere più tempo del previsto nell'Oceano e questo non potrebbe che aumentarne la potenza, che appunto viene alimentata dalla differenza di pressione e temperatura tra l'aria calda che sale dall'acqua e quella ben più fredda e pesante che scende dalle quote.

USA: una ricca storia di uragani

In ordine di tempo, prima dell'uragano Michael dell'anno scorso, gli altri grandi uragani ad aver interessato le coste degli Stati Uniti furono l'uragano Sandy nel 2012 (130 morti e 63 miliardi di dollari di danni), l'uragano Katrina il 23 agosto del 2005 (New Orleans completamente inondata con oltre 1.800 vittime e 100 miliardi di danni), l'uragano Andrew nel 1992 (vedi sopra), l'uragano Camille nel 1969 (259 vittime, un miliardo e mezzo di dollari di quei tempi e venti fino a 280 km/h), l'uragano del Labor Day (l’uragano più intenso mai registrato negli Stati Uniti, che nel 1935 devastò le Florida Keys, provocando centinaia di vittime), l’uragano Okeechobee (noto anche come uragano San Felipe Segundo, nel 1928 provocò la morte di oltre 4mila persone), l'uragano Galveston in Texas nel 1900 che rase al suolo quella città provocando oltre 8mila vittime e, infine, va senz'altro ricordato 'Il Grande uragano', forse il più potente in assoluto a memoria d'uomo, che causò la morte di più di ventimila persone. Quest'ultimo tuttavia interessò solo marginalmente gli Stati Uniti perchè sfogò il grosso della sua violenza su Martinica, Sint Eustatius e Barbados tra il 10 ottobre ed il 16 ottobre del lontano 1780.

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