10:54 09 Dicembre 2019
Plutone visto dalla sonda New Horizons

Tutta colpa di Plutone – il nuovo direttore della NASA rischia l'eresia scientifica

© Foto : NASA/JHUAPL/SwRI [Public domain]
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Jim Bridenstine, il nuovo amministratore della NASA nominato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato che secondo lui Plutone è ancora un pianeta scatenando le reazioni tra il serio e il faceto dei puristi delle scienze astronomiche che avevano declassato il corpo celeste già dal 2006. Curiose le motivazioni dell’esternazione.

“Io l’ho imparato così, per me è sempre stato un pianeta e rimane un pianeta”, così dichiarava il nuovo Direttore della NASA in uno spezzone video rimbalzato su tutti i social e che ha risollevato il dibattito sulla natura del lontano corpo celeste. “Plutone secondo me è un pianeta e puoi scrivere che l’amministratore della NASA ha dichiarato che Plutone è tornato ad essere un pianeta”.

Nel resto dell’intervista insiste poi sul tema facendo intendere che la questione è una cosa seria e dice: "Lo status di Plutone come pianeta ha scatenato l'immaginazione umana per decenni... E non è ora il momento di declassarlo”.

​Bridenstine era intervenuto ad un convegno di robotica in Colorado e la questione, vista la sua carica proprio a capo dell’ente spaziale più famoso del mondo, ha riacceso un dibattito che, per quanto fine a sé stesso, sui social di mezzo mondo ha appassionato anche quelli che lo hanno definito inutile.

Ma perché Plutone era stato declassato?

Plutone era stato rimosso dalla lista dei pianeti nel 2006 in quanto non soddisfaceva i requisiti per essere definito tale secondo la definizione data da parte dell'Unione internazionale astronomica (IAU).

L’IAU aveva classificato i corpi del sistema solare in tre categorie: pianeti, pianeti nani e piccoli corpi del sistema solare.

I requisiti che dovrebbe avere un pianeta, come affermato dal gruppo globale di esperti di astronomia che formano la IAU, sono prima di tutto quelli legati alla sua orbita che deve essere ‘libera’. Ciò significa che il corpo deve essere la più grande forza gravitazionale nella propria orbita. Plutone invece non ha soddisfatto questo criterio in quanto oggetti della cintura di Kuiper e gas congelati condividono la sua orbita. Inoltre, la forza gravitazionale del suo pianeta ‘vicino’, Nettuno, concorre ad influenzare ulteriormente la sua orbita che risulta quindi tutt’altro che regolare.

La presenza del satellite Caronte, grande la metà, peggiora ulteriormente la ‘reputazione’ del corpo celeste che lo farebbe assomigliare al limite più ad un sistema binario pianeta-pianeta che ad un classico pianeta-satellite con proporzioni di solito ben diverse.

Ma non è l’irregolarità dell’orbita l’unico requisito che non permetterebbe a Plutone di forgiarsi di rango di pianeta vero e proprio.

Le sue dimensioni non sono infatti da ‘pianeta’ considerando che è più piccolo della Luna. Il sistema binario Plutone-Caronte sembra più una coppia di asteroidi che girano su sé stessi e finiti in qualche modo in quella orbita intorno al Sole.

Anche la composizione è molto strana. A differenza di tutti i pianeti esterni, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, che sono gassosi, Plutone è composto da un 70% di roccia e resto ghiaccio tanto che assomiglia più ad un satellite di Nettuno sfuggito che a un pianeta a sé. L’alta quantità d’acqua ha portato alcuni scienziati addirittura a ipotizzare che possa essere in realtà una cometa.

Infine andrebbe notato che l’orbita di Plutone intorno al Sole non è soltanto disturbata da gas, cintura di Kuiper, Caronte, Nettuno e quant’altro, ma è anche incredibilmente eccentrica rispetto alla nostra stella.

Plutone compie il proprio moto di rivoluzione in quasi 248 anni terrestri (non ha quindi ancora compiuto un’orbita completa da quando venne scoperto nel 1846), con una distanza dal Sole che oscilla fra i 7,37 miliardi di km dell’afelio (il punto più lontano dal centro di gravità di un corpo in rivoluzione) e i 4,43 miliardi di km del perielio (il punto più vicino). Quest’ultimo valore è curioso poiché mostra come in un certo periodo del suo anno, Plutone venga a trovarsi più vicino al Sole di Nettuno.

Nessun pianeta del Sistema Solare ha orbite di questo tipo. Questo è un tipo di orbita che assomiglia più a quella di un asteroide o cometa.

Ma mentre la candida dichiarazione di Jim Bridenstine, “io l’ho imparato così, per me rimane così” suscita dibattiti scientifici cervellotici, c’è chi risponde alla questione altrettanto candidamente: “…ma se Plutone è un pianeta, allora gli altri 44 corpi celesti che girano intorno al Sole delle dimensioni più o meno di Plutone, orbita dissennata come la sua, rocciosi o ghiacciati che siano, con traiettorie sporche e altrettanto non libere, allora, sono anche pianeti anche loro?”

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