23:51 07 Dicembre 2019
Oleg Sentsov, accusato di aver organizzato degli attentati terroristici in Crimea

Tra Russia e Ucraina previsto scambio di detenuti per venerdì

© Sputnik . Sergey Pivovarov
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Lo scambio di detenuti tra Russia e Ucraina dovrebbe tenersi venerdì. Un ucraino Oleg Sentsov, detenuto in Russia per terrorismo, è già stato trasferito a Mosca.

La notizia è stata comunicata ai giornalisti dal deputato della Verchovna Rada, il parlamento ucraino, Akhtjom Chijgos, del partito "Solidarietà europea".

“Oleg Sentsov è stato trasferito alla prigione Lefortovo (Mosca). Secondo le informazioni di cui dispongo, venerdì devono arrivare tutti insieme (in Ucraina)”, ha detto Chijgos, il cui intervento è stato trasmesso dal canale tv ucraino Prjamoj.

Secondo quanto detto dal deputato, potrebbero esserci dei cambiamenti nel processo di scambio, ma “la questione è già stata messa sui binari e vi si lavorerà”.

Chijgos è uno dei leader dell’organizzazione estremista vietata e non riconosciuta in Russia Assemblea dei tartari di Crimea. È stato dichiarato colpevole per l’organizzazione di disordini presso i muri del parlamento nel febbraio 2014 (il giorno prima del referendum sull’annessione alla Russia) e condannato a 8 anni di colonia. In seguito è stato graziato.

L’ucraino Sentsov è stato condannato a 20 anni di colonia con l’accusa di aver organizzato degli attentati terroristici in Crimea. È stato arrestato dagli agenti del Servizio di sicurezza federale russo tra i membri del gruppo “Settore Destro” (un movimento politico estremista), che avevano organizzato attacchi terroristici a Jalta, Sinferopoli e Sebastopoli.

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov non ha commentato il trasferimento di Sentsov a Lefortovo. 

Kirill Vyshinsky, il giornalista arrestato in Ucraina

Il 28 agosto, dopo più di un anno di reclusione in Ucraina, è stato liberato Kirill Vyshinsky, direttore di RIA Novosti Ukraina, per il quale vige l'obbligo di presentarsi in tribunale se convocato. Infatti il processo non è ancora stato condotto.

Il giornalista era stato arrestato a Kiev il 15 maggio 2018 con l'accusa di fornire sostegno alle autoproclamate Repubbliche del Donbass e di essersi macchiato di alto tradimento per le quali rischia fino a 15 anni di carcere. Vyshinsky ha sempre respinto le accuse, definendole una menzogna e una manipolazione.

Nel corso di un'udienza in tribunale il giornalista era arrivato a rivolgersi al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli aiuto e dichiarandosi disposto a rinunciare alla cittadinanza ucraina.

Il caso Vyshinsky ha ottenuto ampia attenzione da parte dei media e dei giornalisti che hanno in più occasioni espresso il loro sostegno al collega.

Durante i 400 giorni di detenzione la Corte d’Appello di Kiev aveva ripetutamente esteso la misura detentiva nei confronti del giornalista, venendo accusata da più parti di ritardare deliberatamente il processo. Il legale di Vyshinsky, Andrey Domansky, ha ribadito più volte l'intenzione del suo cliente di difendere la propria innocenza in ogni istanza di tribunale.

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