00:42 20 Novembre 2019

Kirill Vyshinsky: obiettivo prioritario difendere mio buon nome

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Il direttore del portale RIA Novosti Ukraina Kirill Vyshinsky, nella sua prima intervista dopo essere stato rimesso in libertà, ha legato la sua scarcerazione con l'uscita di Petr Poroshenko dalla presidenza ucraina.

Grazie a questo fatto sono cessate le pressioni sulla magistratura ed è finito il "progetto folle" per un possibile scambio di Vyshinsky. Oggi la Corte d'Appello di Kiev ha deciso di togliere a Vyshinsky la custodia cautelare in carcere concedendogli la libertà vigilata.

Alla domanda sui suoi piani nel breve periodo, ha dichiarato:

"I piani sono semplici, sono legati al processo. Quello di cui ho parlato prima e ribadito oggi in tribunale. Il mio obiettivo immediato è quello di difendere il mio buon nome e dimostrare la mia innocenza in tribunale. Questo è il piano principale per il prossimo futuro.

Ci vorrà del tempo, un giorno, due, mi abituerò piano alla libertà. Respirerò a pieni polmoni e poi sicuramente mi verranno altri piani. Certo, spero di vedere mio padre nel prossimo futuro. E' in Ucraina". 

Il giornalista ha ribadito la sua innocenza dalle accuse di alto tradimento ed ha dichiarato di aspettarsi la decisione di oggi dei giudici. Rispondendo al perchè solo oggi abbia potuto riassaporare la libertà ha affermato:

"Non voglio giocare con nessuna versione nè con teorie cospirative. Penso che la mia sorte sia cambiata per la fine delle pressioni sui giudici. Un uomo che voleva rendere il mio destino personale parte del piano politico ha perso il potere... Capisco solo che se Poroshenko fosse rimasto presidente, oggi non mi sarei atteso un simile provvedimento giudiziario".

Infine ha dichiarato di conservare la cittadinanza ucraina.

Il caso di Vyshinsky

Il giornalista era stato arrestato a Kiev il 15 maggio 2018 con l'accusa di fornire sostegno alle autoproclamate Repubbliche del Donbass e di essersi macchiato di alto tradimento per le quali rischia fino a 15 anni di carcere.

In precedenza Vyshinsky aveva rispedito al mittente tutte le accuse rivolte verso di lui, definendole una menzogna e una manipolazione, sottolineando come durante il suo lavoro il Servizio di sicurezza ucraino non avesse mai fatto avvertimenti.

Nel corso di un'udienza in tribunale il giornalista era arrivato a rivolgersi al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli aiuto e dichiarandosi disposto a rinunciare alla cittadinanza ucraina.

Durante i 400 giorni di detenzione la Corte d’Appello di Kiev aveva ripetutamente esteso la misura detentiva nei confronti del giornalista, venendo accusata da più parti di ritardare deliberatamente il processo che tutt'oggi non è ancora stato condotto.

Il legale di Vyshinsky, Andrey Domansky, ha ribadito più volte l'intenzione del suo cliente di difendere la propria innocenza in ogni istanza di tribunale.

Tags:
Giornalismo, Ucraina, Kirill Vyshinsky
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