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Visitors walk past the stand of Huawei during PT/EXPO COMM CHINA 2014 in Beijing, China, 27 September 2014

Huawei in trattative per acquistare dritti su sistema operativo russo Aurora

© East News / Imaginechina
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Il gigante cinese delle telecomunicazioni ha avviato le trattative con Mosca per installare il sistema operativo Aurora su 360.000 tablet in vista di un censimento che si terrà l'anno prossimo.

Huawei continua a cercare nuove alternative ad Android dopo l'inclusione dell'azienda nella lista nera da parte di Google nell'ambito della guerra commerciale tra Cina e USA.

È notizia di queste ore di una trattativa in corso con il Ministero delle Telecomunicazioni russo per l'acquisizione del diritto di installazione del sistema operativo russo Aurora su 360.000 tablet che l'anno prossimo saranno impiegati in un progetto per il censimento della popolazione cinese. 

“Si tratta di un progetto pilota. Noi vediamo questa iniziativa come un primo passo verso il lancio di Aurora su tutti i dispositivi Huawei", hanno fatto sapere fonti interne alla compagnia IT cinese. 

Il sistema operativo Aurora appartiene alla compagnia di telecomunicazioni statale russa Rostelecom, che attraverso fonti interne ha confermato la possibilità di una partnership tra le due aziende, senza tuttavia rivelare ulteriori dettagli.

"Ci sono diverse possibilità di collaborazione con Huawei che il Ministero delle Telecomunicazioni sta attualmente valutando... Al momento non possiamo rivelare altri dettagli, c'è un accordo di confidenzialità", ha fatto sapere Rostelecom.

Huawei conferma dunque i propri programmi di investire anche in Russia, facendo altri passi in avanti in questa direzione dopo l'accordo che era stato stretto a giugno per lo sviluppo della rete 5G il collaborazione con MTS, il principale operatore mobile russo.

Nei giorni scorsi Huawei aveva rivelato al pubblico il suo nuovo processore Ascend 910 oltre ai suoi piani di lanciare entro ottobre un servizio di mappatura online alternativo a Google Maps.

Con tali mosse la compagnia cinese, che sta preparando dei forti investimenti anche in Italia, aveva risposto alla mossa degli Stati Uniti che dal 16 agosto avevano ufficialmente vietato alle compagnie americane di rifornirsi di dispositivi Huawei, interrompendo ogni legame commerciale.

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