22:00 11 Dicembre 2019
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al Dialogo mediterraneo della NATO ad Ankara

"Le forze armate turche entreranno presto in safe zone in Siria" - Erdogan

© AP Photo / Presidential Press Service
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In un intervento pubblico lunedì il presidente turco Erdogan ha reso noto che le forze armate di Ankara faranno il proprio ingresso nella safe zone in Siria "molto presto".

A margine di una cerimonia pubblica il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan è ritornato sulla possibilità di un intervento diretto delle forze armate turche in Siria per rispondere alle provocazioni delle milizie armate curde, presenti in gran numero nel nord del Paese.

Erdogan ha fatto sapere che le truppe di terra turche saranno autorizzate ad entrare in territorio siriano nelle prossime ore, dopo un'operazione che era stata rinviata per molto tempo, ma che ora sarà resa possibile dall'accordo che il governo di Ankara aveva trovato con gli Stati Uniti per l'apertura di una safe zone nell'area a est del fiume Eufrate.

"Stiamo lentamente facendo dei progressi nel nostro tentativo di stabilire una safe zone", ha detto il presidente turco, ribadendo tuttavia che l'esercito si farà trovare pronto nel caso in cui la safe zone dovesse essere violata dalle milizie curde. 

Nel corso dell'ultimo mese la Turchia aveva mobilitato un grande numero di uomini e mezzi militari al confine con la Siria, in vista di un'imminente offensiva contro le unità dell'YPG, il ramo siriano del movimento indipendentista curdo PKK, operante in Turchia e considerato da Ankara alla stessa stregua di un'organizzazione terroristica.

L'origine della questione curda

I curdi sono un’etnia che abita le regioni montuose a cavallo tra Turchia, Iraq, Siria, Iran e Armenia. Spesso ci si riferisce al loro territorio con espressioni come “enclave” e “regione autonoma” oppure usiamo il termine “Kurdistan” associato a uno di questi quattro Paesi, sebbene un vero e proprio Stato curdo non sia mai esistito.

I curdi rimasero infatti bloccati in questo lembo di territorio dopo la fine della Prima guerra mondiale, quando con la sconfitta dell’Impero Ottomano, l'Intesa, vincitrice della guerra, prevedette la creazione di uno stato curdo salvo poi dimentircarsi di dargli sostanza. Nei vari Paesi in cui si stabilirono i curdi nacquero quindi tensioni che continuano ancora oggi.

In Turchia, dove abita oltre il 20% della popolazione curda totale, le rivolte e gli attentati iniziarono già negli anni Venti del Novecento ma fu negli anni Settanta che le posizioni curde si radicalizzarono tanto da portare alla costituzione nel 1978 del PKK, il partito che iniziò la lotta armata contro la Turchia ma che invece negli anni non ha ottenuto altro che 40mila morti e migliaia di profughi.

Nel 2012 sono iniziati i colloqui di pace e la contemporanea tregua sebbene il PKK abbia a mantenuto armi e rapporti con altri gruppi curdi armati, come il YPG, le unità di protezione popolare che al momento combattono soprattutto lo Stato Islamico in Siria.

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