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14:06 13 Novembre 2019
Zanzara della malaria

OMS: non riusciremo a sconfiggere la malaria entro il 2050

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Agenti patogeni sempre più resistenti ai farmaci, vaccini poco efficaci. I nuovi casi diminuiscono, ma nel 2050 milioni di persone continueranno a contrarre la malattia e morirne.

La malaria è una delle malattie infettive più pericolose. Distruggendola sarebbe possibile salvare milioni di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Eppure gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciano un messaggio chiaro: raggiungere questo risultato è estremamente difficile. Lo comunica il Guardian.

Secondo quanto riportato, alla liquidazione della malaria non ci sarebbero ostacoli di natura biologica o ecologica. Gli sforzi globali probabilmente permetteranno di ridurre notevolmente la casistica. Eppure anche gli scenari più ottimistici non prevedono che sarà possibile sradicare questa malattia nei decenni a venire. Secondo le stime, nel 2050 nell’Africa tropicale continueranno a registrarsi 11 milioni di nuovi casi della malattia. Condizioni che non permettono di stabilire la data in cui sarà estirpata la malaria o calcolare il costo di tale programma.

Sono diversi i fattori che complicano la situazione della malaria, tra cui la resistenza ai farmaci sviluppata dagli agenti patogeni e la bassa efficacia dei vaccini. Differentemente dai vaccini contro il vaiolo e la poliomielite, infatti, quelli esistenti contro la malaria riescono a escludere la contrazione della malattia solo nel 40% dei casi.

L’OMS sottolinea che, come anche 50 anni fa, è fedele allo scopo di distruggere tutti i tipi di malaria pericolosi per l’essere umano. Il piano esistente prevede che entro il 2030 la quantità dei nuovi casi di malaria si riduca del 90%. Tuttavia un ottimismo eccessivo ed eventuali errori di pianificazione potrebbero peggiorare la situazione.

La chiave alla liquidazione della malaria potrebbero essere le tecnologie del gene drive, che potrebbero permettere di ridurre la popolazione di zanzare della malaria o di modificare il loro genoma, rendendole inadatte alla trasmissione degli agenti patogeni. Ma rappresenta un ostacolo in questo senso il divieto di condurre esperimenti di questo tipo promosso da alcune organizzazioni non governative.

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