22:27 07 Dicembre 2019
La prima centrale elettronucleare su acqua Akademik Lomonosov

La prima centrale nucleare galleggiante al mondo salpa dall'artico russo - Video

© Sputnik . Alexander Galperin
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Salpa da Murmansk per navigare fino alla lontana Chukotka, nell’estremo oriente della Siberia, la Akademik Lomonosov, la prima centrale nucleare galleggiante al mondo.

I test erano stati ultimati in primavera ed ora inizia la fase finale di un progetto innovativo che si pensa possa essere replicato per portare energia nelle regioni più remote della Federazione e forse anche all’estero. La Akademik Lomonosov, così nominata in onore al grande scienziato russo del ‘700 Michail Lomonosov, partirà dal molo di Rosatomflot (l'impresa della società statale Rosatom) per trasferirsi al porto di Pevek, nella lontana Chukotka, con l'aiuto di rimorchiatori che la traineranno. Un rimorchiatore tirerà la centrale, un secondo fornirà la forza frenante mentre un terzo rimorchiatore seguirà le operazioni e fornirà assistenza di riserva.

Secondo le stime, la velocità media della carovana marittima lungo il percorso pianificato (oltre 5mila km) in condizioni favorevoli dovrebbe essere di circa 4-5 nodi (7-9 km all'ora). Si prevede che per arrivare a Pevek ci dovrebbe impiegare circa tre settimane. L’arrivo in Chukotka della centrale ‘Lomonosov’ è previsto quindi non prima della seconda metà di settembre.

A luglio il fornitore di San Pietroburgo che ha costruito l’unità nucleare galleggiante, aveva consegnato ufficialmente la centrale al cliente - Rosenergoatom Concern, un membro della divisione di energia elettrica statale Rosatom che gestisce tutte le centrali nucleari in Russia.

Entro la fine dell'anno è previsto il completamento della costruzione di tutte le infrastrutture costiere e gli impianti idraulici per la centrale a Pevek, nonché di tutte quelle infrastrutture che assicureranno la trasmissione di elettricità alla rete Chukotenergo che provvederà al riscaldamento delle fredde città dell’estrema regione sibieriana. Se tutto andrà per il meglio a dicembre di quest’anno la centrale dovrebbe essere completamente operativa.

Un progetto unico al mondo

L'unità 20870 Akademik Lomonosov è la prima di una serie di unità nucleari trasportabili a bassa potenza. Si tratta di un progetto unico al mondo con una unità trasportabile. Una soluzione ideale per l’estremo nord e l’estremo oriente russo dove imprese industriali, città portuali, piattaforme di gas e petrolio in alto mare hanno bisogno di energia ma, trovandosi in zone remote, sono prive di infrastrutture.

La lunghezza della centrale-nave è di circa 140 metri, la larghezza di 30 metri, il dislocamento di oltre 20mila tonnellate. La durata del funzionamento prevista è di 40 anni. Ci sono alloggi per circa 70 persone con cabine residenziali, sala da pranzo e palestra.

Energia in sicurezza

Nel mese di maggio, durante il passaggio nel Mar Baltico per il trasferimento a Murmansk, la Lomonosov all’altezza della Danimarca era stata intercettata dagli attivisti di GreenPeace per una manifestazione di protesta ma costruttori e autorità assicurano che la centrale è creata con ampio margine di sicurezza.

I progettisti hanno previsto tutte le possibili minacce e i reattori nucleari sono pensati per essere invulnerabili a tsunami e catastrofi naturali. La stazione è dotata di due impianti di reazione KLT-40S, in grado di generare fino a 70 MW di elettricità e 50 Gcal/h di energia termica nella modalità operativa nominale, il che in altre parole significa che è sufficiente a garantire il consumo di energia in una città con una popolazione di circa 100 mila persone.

Questo tipo di centrale, dicono i progettisti, è adatto non solo per l’estremo nord siberiano ma anche per gli stati insulari e grazie alla potenza generata potrebbe essere utilizzata anche per generare l’energia necessaria ad impianti di dissalazione. Soluzione interessante da valutare per tutte quelle situazioni in cui servirebbe energia ma in zone troppo remote, troppo fredde o anche troppo aride.

Le prossime fasi del progetto

In Russia è già agli studi il passo successivo per la creazione di una unità nucleare galleggiante ottimizzata di generazione successiva (OPEB). In particolare, al posto dei reattori KLT-40C, sul blocco centrale ci saranno due unità più avanzate (RITM-200M). Questo aumenterà la capacità a 100 MW, nonché la durata di un singolo carico di combustibile nucleare (fino a dieci anni). Sarà quindi più facile il trasbordo, lo stoccaggio del combustibile nucleare esaurito e alleggerita la struttura galleggiante.

Rispetto alla Akademik Lomonosov, le prossime centrali galleggianti saranno di dimensioni ridotte, più leggere (almeno 9 mila tonnellate in meno), la capacità aumentata (del 30%) e la risorsa energetica decisamente aumentata.

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